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Colloquio con la mia ruga

Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta storie di vita e vicende vissute

Le riflessioni di Mirella: attenzione a chi evitare

by Rosanna Badalamenti

«Vorrei nasconderti», le dissi.

La ruga non rispose subito. Rimase lì, immobile, come se il tempo avesse deciso di arrestarsi proprio in quel punto del mio volto.

«Puoi farlo», disse infine. «Io non ho fretta. Ma non credere che sparirò».

«Allora vivi sulla pelle?» chiesi.

«No», rispose. «La pelle é solo l’ultimo luogo in cui arrivo.

Tacqui. Sentivo che aveva ragione, ma non volevo concederglielo.«E dove vivi, allora?»

«Io vivo dentro, nel primo battito delle emozioni. Vivo là dove smetti di fingere.  Nei giorni che non hai saputo spiegare. Nei momenti che ti hanno resa stanca, e non sempre intera. Io ero lì quando raccoglievi i cocci del tuo cuore frantumato, ma ero anche nei sorrisi che hanno solcato il tuo volto, nelle risate che hanno aperto le tue pieghe. Io sono lì da prima di diventare visibile».Colloquio con la mia ruga«Se scappassi?»

La ruga sorrise, ma non con dolcezza. «Non seguo i tuoi passi. Seguo ciò che ti resta addosso quando ti fermi, e anche quando vai».

«E se restassi?»

«Non cambierebbe nulla. Io non tratto, non avverto, non prometto. Accado. Io attraverso».

Abbassai lo sguardo. «Avevo paura di te».

«Lo so», rispose. «Ma io non sono una ferita. Sono una traccia. Non indico solo ciò che hai perso, ma tutto ciò che hai vissuto: le gioie, le risate, la vita che ti ha fatto piegare e poi sorridere».

«E un giorno?»

La ruga esitò, per la prima volta. «Un giorno non servirò più. Cadrò, come cade un involucro svuotato. Ma ciò che mi ha fatto nascere resterà. Quello non sai nasconderlo. Io mi trovo nelle cianfrusaglie dell’anima».

Seguì un silenzio lungo. Non c’era pace in quel silenzio, ma verità.

«Abbi cura di ciò che vive sotto», disse infine.

«È ciò che rimane, quando tutto passa».Colloquio con la mia ruga

maggiemusic@gmail.com“Rughe, labbra con cui ci parla il tempo” recita il verso di una poesia, che riecheggia nel soliloquio introspettivo della scrittrice Rosanna Badalamenti  inconsciamente, o lucidamente, proteso ad elaborare l’ineluttabile scansione del tempo. Una sorta di autoconsolazione che capovolge, per così dire, l’onere della prova dell’evoluzione della propria immagine con la latente considerazione che un viso senza rughe é un cielo inespressivo, un pensiero superfluo. Inarrivabile la definizione di Coco Chanel : “Una donna ha l’età che merita.”

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Rosanna Badalamenti
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Rosanna Badalamenti, insegnante, scrittrice e autrice di antologie poetiche
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