HomeDisastroEcatombe in Nepal e Tibet oltre 200 vittime e mille dispersi
Ecatombe in Nepal e Tibet oltre 200 vittime e mille dispersi
E’ stato il collasso di un ghiacciaio a causare la catastrofe delle valanghe e delle inondazioni in Nepal e in Tibet. Lo ha accertato l’Istituto geologico degli Stati Uniti che parla di “un crollo glaciale e una colata di detriti” che “hanno causato impatti catastrofici a valle”. 
In precedenza il Ministero degli Esteri nepalese aveva attribuito la causa dei disastri ad un terremoto di magnitudo 4.4 che avrebbe innescato una frana, bloccando a sua volta un fiume e provocato un’ondata d’acqua a valle. Ulteriori analisi e le immagini satellitari hanno consentito di stabilire che l’effetto sismico era invece dovuto al crollo di un ghiacciaio e alla conseguente valanga di detriti, e che non si è verificato alcun terremoto.
Tra le persone di cui non si hanno più notizie vi sono numerosi turisti stranieri. Le autorità temono che il bilancio delle vittime possa ancora aggravarsi.
La mobilitazione internazionale dei soccorsi, in particolare da parte della Cina intervenuta sul versante tibetano con 800 operatori di emergenza, 150 veicoli, cani da ricerca e imbarcazioni, delinea un quadro e un bilancio apocalittico del disastro che ha investito il cosiddetto tetto del mondo e distrutto interi villaggi.
Solo in Nepal sono stati recuperati finora 157 corpi, ma quello che preoccupa é soprattutto la sorte di oltre un migliaio complessivo di turisti stranieri e abitanti locali dispersi : 468 in Nepal e 558 nel Tibet.
Con una corsa contro il tempo, le operazioni di ricerca stanno tentando di raggiungere le comunità rimaste isolate. Impressionante il primo elenco dei dispersi, censito attraverso i tour operator e le liste fornite da numerose ambasciate. Elenco diramato per nazionalità dalle autorità e dall’ufficio del turismo nepalesi.
India: 142 dispersi Nepal: 93 dispersi. Ucraina: 53. Australia: 34. Malesia: 16. Gran Bretagna: 12. Corea del Sud: 6. Giappone: 5 dispersi. Sudafrica: 4. Stati Uniti: 3 Portogallo: due. Olanda: un disperso.
Un elenco provvisorio che sembra un bollettino di guerra. La probabile guerra del cambiamento climatico. 