Secondo il Foglio il capomafia Giuseppe Graviano avrebbe presentato due istanze di revisione per le condanne definitive all’ergastolo per la strage di via D’Amelio, nella quale assieme al Procuratore Paolo Borsellino vennero uccisi cinque agenti della scorta, e per l’omicidio di Don Pino Puglisi, il Parroco della borgata palermitana di Brancaccio che predicando il Vangelo smascherava delitti e profitti di cosa nostra.
Giuseppe Graviano
Anticipando le tesi difensive e le controaccuse degli eredi di Silvio Berlusconi nei confronti di Graviano, il quotidiano fondato da Giuliano Ferrara rivela che il boss, arrestato a Milano nel gennaio del 1994 assieme al fratello Filippo, intenderebbe inviare a parlamentari e avvocati un memoriale sui presunti rapporti suoi personali e della “famiglia” con il Cavaliere.
Un’anticipazione giornalistica che delinea la continuità delle tesi difensive del defunto quattro volte Presidente del Consiglio e fondatore di un impero imprenditoriale.
Linea difensiva risalente al compianto Avvocato Niccolò Ghedini e che ha sempre definito false e calunniose le rivelazioni dei Graviano.
Ma le ultime anticipazioni difensive, senza ancora conoscere i dettagli delle presunte rivelazioni, tuttavia ripropongono il contesto giudiziario delle inchieste sulle stragi mafiose del 1992/93 e delineano gli scenari dei prossimi interrogatori a settembre di Giuseppe Graviano da parte del Gip e della Procura di Caltanissetta e da parte del Tribunale di Firenze nell’ambito del processo nei confronti del fiancheggiatore del capomafia, Salvatore Baiardo, che millantava di conoscere retroscena sugli eventuali rapporti fra il padrino e Berlusconi.
Salvatore Riina
Bernardo Provenzano
Messina Denaro
Un dedalo di misteri e segreti di cosa nostra dei quali sono comunque testimoni diretti i fratelli capimafia Giuseppe e Filippo Graviano, gli ultimi padrini della mafia dopo la morte di Riina, Provenzano e Messina Denaro.