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Rubrica di critica recensioni anticipazioni
by Antonino Cangemi
La vita di Olof Palme venne spezzata a soli cinquantanove anni, ma la regia, il movente e il killer dell’omicidio sono tuttora avvolti dal mistero.

Quaranta anni dopo la figura e l’eredità politica del Premier svedese assassinato a Stoccolma la notte del 28 febbraio 1986, sono più attuali e presenti che mai e di lui si continua a discutere perché le sue idee hanno segnato la storia contemporanea della sinistra europea.
Sensibile alle cause del Terzo mondo, fortemente critico nei confronti del regime comunista sovietico di Mosca e dell’imperialismo di Washington, fautore del “neutralismo attivo” capace di farsi ascoltare a Est e a Ovest come a Nord e a Sud, Olof Palme é stato il riformatore più avanzato e sognatore della socialdemocrazia del secondo dopoguerra in prima fila nella lotta per il disarmo.

“23:21” del giornalista e scrittore Enrico Varrecchione che vive e lavora fra la Liguria, la Svezia e l’ Ungheria, esplora il mistero ancora irrisolto dell’omicidio del Primo Ministro svedese Olof Palme.
Il titolo si riferisce all’ora esatta del delitto del leader della sinistra europea, simbolo del modello di welfare svedese, figura di spicco della politica internazionale.
Il 28 febbraio 1986, Palme viene colpito a morte per strada, dopo essere uscito da un cinema e mentre rientrava a casa assieme alla moglie, da un killer che si dilegua nei vicoli semideserti della capitale svedese. La polizia interviene rapidamente, ma commette diversi errori a cominciare da quello di non dare l’allarme alla sicurezza nazionale.
Il Premier viene giunge morto in ospedale, mentre la moglie, ancora in stato di shock, riporta una ferita superficiale.
Nel libro vengono pubblicate le telefonate fra gli operatori sanitari e la polizia, incluso il commissario di turno. Le indagini, inizialmente gestite in modo caotico e discutibile, si focalizzano su sospetti improbabili e piste senza sbocchi, come il coinvolgimento di un trentatreenne bidello in una scuola, oppure il terrorismo curdo.
Alcuni anni dopo, la vedova di Palme sostiene di riconoscere, in un confronto video, Christer Pettersson, un pregiudicato tossicodipendente. I dubbi sulla sua colpevolezza sono legati alla mancanza di un movente e di un’arma. Pettersson viene condannato in primo grado e poi assolto.
Col passare degli anni, emergono teorie inquietanti: complotti interni alla polizia, traffici di armi legati all’affare Bofors e persino un possibile coinvolgimento dei servizi segreti sudafricani, forse supportati da elementi dell’estrema destra svedese.
Alcuni personaggi come Bertil Wedin, il medico Alf Enerström e il suo aiutante David Fredin emergono a più riprese sia nelle indagini che nei reportage giornalistici.
Nel 2020, dopo decenni di incertezze e voci di imminenti sviluppi nelle indagini, le autorità indicano Stig Engström, un personaggio enigmatico, grafico pubblicitario, come principale sospettato, convalidando le teorie di alcuni osservatori che non riuscivano a collegare la sua presenza sul luogo del delitto con le versioni fornite dagli altri testimoni.

Tuttavia, l’assenza di prove concrete e un movente credibile lasciano l’omicidio avvolto nel mistero, alimentando il sospetto di una cospirazione più ampia orchestrata da un ristretto gruppo di individui e il desiderio degli inquirenti di chiudere la faccenda accusando un uomo che non è più in grado di difendersi. Stig Engström é morto infatti nel 2000, probabilmente suicida, senza mai aver lasciato trapelare nulla nei confronti della moglie o degli amici su un suo ipotetico coinvolgimento nell’assassinio di Palme.
Analizzando tutte le testimonianze e gli interrogatori dei principali sospettati, il libro confronta il caso Palme con altri celebri assassinii politici, inclusi quello del 1792 del monarca svedese Gustavo III e del Presidente del partito italiano della Democrazia Cristiana Aldo Moro, e si interroga su quanto la verità possa essere celata da centri di potere in grado di compartimentare la fase organizzativa ed esecutiva di un assassinio mirato, manipolare le prove e controllare le indagini.



