C’è un filo conduttore storico politico che connette tutti i discorsi di insediamento dei Presidenti della Repubblica, da Enrico De Nicola a Sergio Mattarella.
E’ il filo conduttore della Costituzione, della salvaguardia della democrazia e delle istituzioni, della coesione politica dei partiti, della coesistenza pacifica internazionale, dello sviluppo economico e culturale del Paese, della costante e attenta azione di contrasto contro le mafie e la criminalità.

Nonostante la sintonia, lo slancio e l’affettuosa consuetudine con la quale gli italiani hanno dimostrato di seguire Mattarella, c’é molta attesa per il discorso che seguirà la solenne formula del giuramento: «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione» in programma domani pomeriggio a Montecitorio.
Cosa dirà agli italiani, dopo le significative parole seguite all’elezione sabato scorso il tredicesimo Presidente della Repubblica, succeduto a sé stesso? Il muro di silenzio e di riserbo del Quirinale lascia spazio soltanto all’interpretazione dello spessore umano e del carattere schivo e coerente del Presidente Mattarella
Chi lo conosce si dice certo che sarà un discorso senza nessuna retorica, il tono pacato e sereno di sempre, ma con termini dal significato netto e parole che sembrano carezze, ma che colpiscono duro. Quasi come per il secondo mandato solitamente più risoluto e deciso dei Presidenti americani, il nuovo inizio del Presidente Mattarella si preannuncia senza se e senza ma, perché già incardinato sul background e l’esperienza del primo settennato.
Pandemia, lavoro, giustizia, sicurezza: se “l’impegno – come ha già sottolineato il Capo dello Stato rivolgendosi sabato al Paese – è quello di interpretare le attese e le speranze degli italiani”, ne discende che le priorità sono rappresentate dal superamento della pandemia e dalle riforme, a cominciare da quella elettorale, alla giustizia, con in primo piano il riordino istitutivo, elettorale e organizzativo del Csm. Ed ancora la riforma del lavoro – con particolare e urgente potenziamento delle norme di prevenzione e tutela dei lavoratori, per scongiurare le stragi degli incidenti sul lavoro – e la riforma della pubblica amministrazione per disinnescare e neutralizzare il mostro della burocrazia.


