L’ ultima inconscia interpretazione di Monica Vitti

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L' ultima inconscia interpretazione di Monica Vitti
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Chissà come titolerà Le Monde, che già nel 1998, per un clamoroso equivoco, diede la notizia erronea della scomparsa di Monica Vitti.L' ultima inconscia interpretazione di Monica Vitti

Questa volta la musa ed icona del cinema ci ha lasciati davvero, a 90 anni appena compiuti. In realtà la deliziosa protagonista di tanti capolavori dell’epopea cinematografica italiana si era eclissata per motivi di salute dal 2001,quando fu ricevuta al Quirinale per i David di Donatello.

Fisico da indossatrice, voce indimenticabile e una rara capacità di interpretare ruoli drammatici, tragici e comici, Monica Vitti, nome d’arte di Maria Luisa Ceciarelli, romana de Roma, di famiglia alto borghese e ottimi studi all’Accademia d’arte drammatica di Silvio d’Amico, resse con maestria la concorrenza artistica delle milanesi Franca Valeri e Mariangela Melato.

Tanto da vincere 3 Nastri d’argento e 5 David di Donatello e spiccare nei ruoli della comicità femmile che attraversano tutte le tonalità dell’infelicità, delle pene d’amore, dell’essere o non essere del cuore.

L' ultima inconscia interpretazione di Monica Vitti
Monica Vitti e Michelangelo Antonioni nel 1962

Oltre al teatro e al doppiaggio, il suo lunghissimo curriculum cinematografico comprende film che hanno caretterizzato l’evoluzione socio culturale e del costume dell’Italia:  da Ridere! Ridere! Ridere!, del 1954, ad Una pelliccia di visone del 1957, da L’avventura e l’Eclisse, La Notte e Deserto rosso, tutti di Michelangelo Antonioni, dell’inizio degli anni ’60,  a Modesty Blaise , di Joseph Losey del 1966, da Ti ho sposato per allegria, di Luciano Salce del 1967, a Noi donne siamo fatte così, di Dino Risi 1971, da Scusa se è poco, di Marco Vicario del 1982 , da l’ Anatra all’arancia e Polvere di Stelle degli anni ’70, a Scandalo segreto, con la regia della stessa Vitti, del 1990, tanto per citarne solo alcuni.L' ultima inconscia interpretazione di Monica Vitti

“Se morire è un’arte, come qualsiasi altra cosa”, come sostiene la poetessa Sylvia Plath, allora davvero Monica Vitti ha interpretato quest’ultima parte con tutto il suo naturale senso artistico.L' ultima inconscia interpretazione di Monica Vitti

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