Salvini non molla e tenta il raddoppio col Trump party

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Berlusconi ci ripensa e il centrodestra riparte da Fontana
Matteo Salvini
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“Ma che vi aspettavate? non è il Gran Consiglio…” si schermisce, dopo aver ottenuto l’assicurazione dell’animato, un parlamentare peones della Lega che attraversa velocemente il transatlantico deserto.

” E’ un’assise di pretattica, per valutare la versione del segretario sul naufragio leghista nella battaglia dei sei giorni del Quirinale. Ma anche Napoleone, al culmine di una serie di sconfitte e dopo l’ultima débâcle a Waterloo fu costretto a dimettersi”.

Giorgetti, Frediga e Zaia?  “Chiedete a loro. Ma se non si danno una mossa Matteo Salvini avrà modo di metterli l’uno contro l’altro….”. Vista dal campo di battaglia di Montecitorio, la riunione del Consiglio federale leghista formato da 30 componenti elettivi, riuniti in via Bellerio a Milano, dà l’impressione di un ripiegamento strategico al nord. “Ripiegamento? Affatto, la leadership di Salvini resta saldissima” replica dal quartier generale il Capo gruppo alla Camera Riccardo Molinari.

Basterà, a tacitare le accuse e le recriminazioni per la bruciante sconfitta del Colle, l’ultima folgorante idea prospettata dal segretario leghista a Berlusconi ? quella cioé di dar vita ad un partito repubblicano modello americano, o meglio stile Donald Trump, nel quale far confluire le forze politiche dell’area di centrodestra?

Prima che il Consiglio federale abbia il tempo di approfondire la proposta, Salvini si porta avanti rivendicando la scelta finale di confermare il presidente uscente e si dice orgoglioso della compattezza del voto leghista per il bis di Mattarella.  “Sono contento- dice testualmente –  di essere colui che ha messo fine alle ipocrisie e ai i no reciproci” e svicola su attacchi e polemiche: “Non rispondo agli  attacchi, né a chi critica, da destra a sinistra” afferma replicando a quanti gli chiedono conto degli attacchi nei suoi confronti da parte della presidente di Fratelli d’Italia e alleata, Giorgia Meloni.

Mentre Salvini parlava le agenzie battevano l’intervista ad uno degli esponenti del lungo elenco dei candidati bruciati dal centrodestra, il giudice emerito della Corte costituzionale Sabino Cassese, che ha implicitamente confermato l’incontro col leader leghista.

A chi gli chiedeva se Salvini fosse andato a trovarlo a casa all’ora di pranzo, Cassese ha infatti risposto: “avete delle ottime informazioni”.Salvini non molla e tenta il raddoppio col Trump party

Il segretario però ha schivato l’argomento con un secco: ” Io lavoro per unire e non per dividere, è evidente che è mancato un pezzo di centrodestra”.

Il documento finale approva all’unanimità le proposte del leader su tasse ed energia e si mantiene in equilibrio: piena fiducia a Salvini. La Lega va avanti, ma parafrasando il riferimento iniziale al Gran Consiglio, la ratio del documento finale sembra analoga a quel  “la guerra continua” di Badoglio quando, fatte le debite differenze storiche e politiche, il duce venne esautorato. ” La guerra continua” ma le trattative per l’armistizio erano già iniziate…via-bellerio-654395 - Speciale Elezioni 2018 - Varese News

 

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