Il futuro dell’Italia fra Quirinale e Palazzo Chigi

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Il futuro dell’Italia fra Quirinale e Palazzo Chigi
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Dinamiche ed effetti collaterali. Politica in modalità matrioska, con evoluzioni e soluzioni concentriche, per l’impatto ravvicinato della legge di bilancio e gli scenari del Quirinale.

La riforma del processo civile e gli interventi per la prevenzione ed il contrasto delle violenze contro le donne, misureranno all’inizio della settimana prossima le tattiche e le strategie dei partiti in vista della discussione degli emendamenti alla manovra finanziaria. Un iter laborioso che dopo il varo da parte del Senato potrebbe far approdare la legge di bilancio alla Camera blindata dalla fiducia.

Sugli emendamenti economici si rifletteranno in gran parte gli assetti parlamentari per l’elezione del Presidente della Repubblica. Il fronte è già tutto in movimento. Tradizionali anticipatori dell’evoluzione delle simmetrie politiche, gli equilibri della Rai hanno delineato assieme alla convergenza a Palazzo Madama di centrodestra e renziani su alcuni emendamenti e ai distinguo di Giorgia Meloni, le possibili maggioranze variabili che si prefigurano per il Quirinale.Il futuro dell’Italia fra Quirinale e Palazzo Chigi

In mezzo al guado, i 5 Stelle stanno affrontando un momento cruciale di confronto interno fra la leadership di Giuseppe Conte, l’ala governista che fa capo al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il garante del Movimento Beppe Grillo.

Nel centrodestra, Fratelli d’Italia continua a marcare le differenze con i sovranisti europei, con la Lega e Forza Italia. Matteo Salvini si sbilancia molto meno delle settimane scorse, mentre Silvio Berlusconi sta declinando tutte le strategie, compresa quella di regista editoriale di sé stesso, per concretizzare il miraggio della candidatura al Colle.

Al Nazareno le varie anime del Pd, dall’area Dem del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, ai riformisti del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, alla sinistra del Ministro del lavoro Andrea Orlando, a Nicola Zingaretti, Goffredo Bettini e al neo sindaco di Roma Gualtieri, attendono la prima mossa della segreteria di Enrico Letta.

Molti gli occhi puntati sulla Leopolda, l’ormai tradizionale happening programmatico di Matteo Renzi che negli ultimi snodi parlamentari e istituzionali ha sfoderato le mosse decisive.

Il futuro dell’Italia fra Quirinale e Palazzo Chigi
Draghi Letta e Conte

Dalle sofisticate elaborazioni di algoritmi e sondaggi, alle analisi intuitive, il punto di partenza e di approdo dell’orizzonte politico resta Mario Draghi e la conseguente alternativa fra governo e Quirinale. L’esigenza di un Draghi uno e trino che rimbalza dalle capitali estere alla stampa europea la dice lunga sui retropensieri che i leader mondiali e soprattutto i mercati hanno dell’Italia e della valanga di un debito pubblico che solo il Premier ­­- é l’opinione condivisa da tutti – riuscirebbe a diluire.

Dopo gli esempi di Cavour, Einaudi, Mattioli, La Malfa, Malagodi, Carli e Ciampi, l’ex Presidente della Bce è l’unico erede riconosciuto e apprezzato a livello internazionale della rigorosa tradizione della efficiente gestione economica dello Stato, in grado inoltre di mettere in sicurezza l’Italia anche sul versante della continua e insidiosa recrudescenza della pandemia.Il futuro dell’Italia fra Quirinale e Palazzo Chigi

Spiazzati dall’ermetismo efficientista di Draghi, i gruppi parlamentari navigano a vista, in attesa di verificare la disponibilità del Premier ed individuare le possibili alternative.

Un andamento Draghi-centrico che di settimana in settimana fa lievitare il numero degli esponenti politici consapevoli che la frammentazione in atto nei partiti dalle elezioni del 2018 è in fase talmente avanzata che, fra la Leopolda dei renziani e l’elezione del Capo dello Stato, è preventivabile una nuova aggregazione parlamentare. Aggregazione alla quale sembra acquisita anche l’adesione di Carlo Calenda e del Sindaco di Milano Beppe Sala, nonché, dopo la discovery presidenziale sul Cavaliere, dell’ala governativa di Forza Italia e di gran parte del gruppo misto.

Dal Quirinale o da Palazzo Chigi con Mario Draghi il futuro dell’Italia non si presenterà comunque a mani vuote.Il futuro dell’Italia fra Quirinale e Palazzo Chigi

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