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Inghilterra: il dopo Starmer é la new economy di Burnham

Il Premier si dimesso, viva il nuovo Premier, il 56enne Andy Burnham il primo cattolico dallo scisma anglicano di Enrico VIII risalente a cinque secoli addietro.

L’Inghilterra cambia pagina, ma sfoglia ancora il voluminoso cahiers de doléances, l’elenco delle doglianze del decennale della Brexit.

Inghilterra: il dopo Starmer é la new economy di Burnham
Keir Starmer e Andy Burnham

Con classe e fair play Sir Keir Starmer ha rassegnato le dimissioni.  “Garantirò un passaggio di potere ordinato – ha assicurato nel discorso d’addio davanti a Downing Street – e darò al mio successore il mio pieno e incondizionato sostegno. Erediterà una Gran Bretagna molto più forte di quella che ho ereditato io due anni fa, più preparata alle sfide future e meglio in grado di garantire al Partito Laburista un secondo mandato”.

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Keir Starmer

A parte il fragile profilo economico e sociale, complessivamente il bilancio dei due anni di governo é positivo.  Starmer é stato un buon Primo Ministro, convinto dell’essenzialità di un riavvicinamento con l’Europa, ma sì é lasciato condizionare dall’establishment del partito laburista nella gestione della difficile congiuntura economica e soprattutto é incappato nello scandalo della nomina ad ambasciatore britannico a Washington di Peter Mandelson, amico e assiduo frequentatore del magnate e pedofilo americano Jeffrey Epstein. L’emorragia elettorale e le faide interne del Labur Party hanno fatto il resto, rendendo insostenibile la sua premiership.

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Andy Burnham

Entro luglio gli succederà formalmente l’ex sindaco di Manchester, Andy Burnham, appena eletto a larghissima maggioranza parlamentare e quindi legittimato a candidarsi alla guida del partito e del Governo.

Secondo la stampa britannica Burnham varerà un piano economico che prevede la ripresa del controllo statale dei servizi.

“Per milioni di famiglie, le spese di base non negoziabili – affitto, bollette energetiche, spese idriche, trasporti, costi dell’assistenza – assorbono ormai una quota così elevata del loro reddito che l’insicurezza è diventata una condizione permanente” sostiene il piano programmatico del neo Premier britannico.

L’impegno di Burnham per il controllo pubblico dei servizi di pubblica utilità non prefigura necessariamente la nazionalizzazione completa in tutti i casi e sottolinea  che: “ricostruire i sistemi di servizi pubblici britannici non è un’alternativa alla prudenza fiscale. È la prudenza fiscale stessa”.Inghilterra: il dopo Starmer é la new economy di Burnham

Una new economy che viene definita dai media  Manchester trendy , perché ricalca i provvedimenti attuati da Andy Burnham come sindaco dal 2017  della terza grande metropoli del Regno Unito.

“I settori essenziali della Gran Bretagna costano di più rispetto ad alternative comparabili non perché offrano di più, ma perché sono organizzati per ricavare più profitti ed a pagarne il prezzo sono i lavoratori”: questa la motivazione del deciso cambio di passo dell’economia inglese che attuerà Burnham.

Il resto lo diranno i mercati, l’impatto sociale e soprattutto gli imprevedibili contraccolpi della situazione internazionale.Inghilterra: il dopo Starmer é la new economy di Burnham

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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