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L’8 settembre di Macron e della Francia

Assurto storicamente a simbolo di resa ed ignominia, l’8 settembre 2025 si è trasformato anche per la Francia nella giornata della disfatta per il governo  François Bayrou e per il Presidente Emmanuel Macron.

Iniziato pochi minuti prima delle 19, lo scrutinio all’Assemblea Nazionale, si è concluso con la sonora bocciatura di 364 voti su 574 della nuova legge di bilancio proposta dal governo.  L’8 settembre di Macron e della Francia

Seguiranno alle 8 di domattina le dimissioni che il Premier presenterà all’Eliseo al Presidente della Repubblica Macron.

Tra i principali oppositori, Marine Le Pen della destra estrema del Rassemblement National, ha definito “un obbligo, e non un’opzione” lo scioglimento delle Camere da parte del presidente Emmanuel Macron, invitandolo a indire al più presto nuove elezioni.

Dal lato opposto dell’arco partitico, il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon ha dichiarato : ” Bayrou é caduto. Vittoria e sollievo popolare. Macron é ormai in prima linea davanti al popolo. Anche lui se ne deve andare”.

Marine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon

Ma l’Eliseo tira dritto e scarta l’opzione dello scioglimento del parlamento e delle elezioni anticipate. Il Presidente francese “prende atto” della caduta del governo Bayrou, e “nominerà un nuovo Primo Ministro nei prossimi giorni” rende noto uno scarno comunicato della Presidenza della Repubblica.

La crisi è esplosa a causa del piano d’austerità presentato lo scorso luglio, che prevede 44 miliardi di euro di tagli per ridurre l’indebitamento del Paese. Il debito francese ha raggiunto nel primo trimestre del 2025 i 3.350 miliardi di euro, pari al 114 per cento del PIL, posizionandosi così al terzo posto in Europa dopo il debito greco e quello italiano.

L’8 settembre di Macron e della Francia
François Bayrou

Bayrou ha scelto di giocare d’anticipo forzando la mano con una richiesta di fiducia che ha finito per trasformarsi in un autogol politico. “Partiti che si odiano si uniscono solo per far cadere il governo”, aveva dichiarato il Premier ormai consapevole della prossima conclusione del suo mandato. La preannunciata nomina di  un settimo primo ministro sta già provocando proteste e critiche.

Secondo un sondaggio Odoxa-Blackbone pubblicato da Le Figaro, il 64% dei francesi preferirebbe che Macron lasciasse l’incarico anziché nominare un nuovo premier, mentre il 77% disapprova la sua gestione, il dato peggiore dall’inizio della sua presidenza. Il fronte politico é frammentato e le trattative per il dopo-Bayrou sono già avviate. Macron ha invitato i partiti centristi che lo sostengono a “lavorare con i socialisti”, ma l’ipotesi di un governo congiunto è tutt’altro che semplice.

L’8 settembre di Macron e della Franci
Bayrou e Macron

Il leader del Partito socialista, Olivier Faure, si é detto “pronto” ad assumere l’incarico di primo ministro, presentando perfino una propria bozza di bilancio. Tuttavia, diversi alleati del presidente restano contrari a questa soluzione, mentre i repubblicani, guidati da Bruno Retailleau, hanno già avvertito che è “fuori discussione” sostenere un premier socialista.

Tra le alternative più concrete, ci sarebbe l’ipotesi di un accordo di non-censura con una personalità di centro o centro-destra, che consenta la formazione di un governo capace di negoziare una maggioranza stabile. Tra i nomi che emergono per Matignon figurano i ministri Sébastien Lecornu (Difesa), Gérald Darmanin (Giustizia), Catherine Vautrin (Lavoro e Salute), Éric Lombard (Economia), oltre al presidente della regione Hauts-de-France Xavier Bertrand e all’ex ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian.

La decisione dovrà essere presa in tempi rapidi, anche alla luce delle mobilitazioni previste nei prossimi giorni: la giornata di protesta del collettivo “Bloquons tout” il 10 settembre e lo sciopero generale del 16.L’8 settembre di Macron e della Francia

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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