Alle 11,25 un boato di gioia e un urlo nazionale scuotono tutta l’Italia: Cecilia é libera e sta rientrando a Roma! Una felicità dirompente e unanime che ha unito ed esaltato come raramente é finora avvenuto il Paese, le istituzioni e la politica.
“ Non si può battere chi non molla mai” é il commento a caldo rivolto dagli ambienti parlamentari all’indirizzo della Premier Giorgia Meloni che dal momento del sequestro di Cecilia Sala non ha praticamente smesso di scuotere i servizi di intelligence, la diplomazia e i canali internazionali, precipitandosi in California per parlare con Trump, per ottenere l’immediata liberazione della giornalista.
Una liberazione “liberatoria” che riscatta il Governo, la Farnesina e i servizi di sicurezza dalle tante polemiche, a tratti strumentali, dei 21 giorni di detenzione della 29 enne corrispondente estera italiana nel terribile carcere Evin di Teheran.
Intelligence superlativa é il riconoscimento e l’attestazione di stima che da più parti viene rivolto ai vertici dell’Agenzia di informazione e sicurezza esterna.
Un plauso che evidenzia il ruolo del Direttore dell’Aise, Generale Giovanni Caravelli che si é personalmente recato a Teheran a prendere Cecilia Sala all’uscita dal carecere di Evin e a riportarla a casa.

Significativo, per le implicazioni giudiziarie e internazionali, anche il plauso della Procuratice Generale di Milano Francesca Nanni, che ha smentito implicitamente le illazioni di uno “scambio” immediato e diretto con l’ingegnere iraniano Mohammed Adedini Najafabadi arrerrestato il 16 dicembre a Linate perché accusato di terrorismo dal governo americano, che ne ha chiesto l’estradizione.
”Nessuna novità al momento sul caso Abedini, solo grande soddisfazione per la liberazione di Cecilia Sala” ha affermato la Procuratrice Generale di Milano.

In sostanza ha spiegato la Procura Generale che nei giorni scorsi ha espresso parere negativo per il pericolo di fuga in relazione all’istanza di domiciliari presentata dalla difesa dell’ingegnere iraniano, si attende l’udienza della Corte d’Appello per la decisione sulla misura cautelare, è stata fissata per il 15 gennaio. In attesa, poi, che prenda il via anche il procedimento sulla richiesta di estradizione degli Stati Uniti.





