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La filosofia di fondo del commiato di Matteo Frasca dal vertice della magistratura palermitana

Massima competenza giuridica, esperienza direttiva e totale continuità nella lotta contro cosa nostra al Palazzo di Giustizia di Palermo per il cambio della guardia alla Presidenza della Corte d’Appello.

La filosofia di fondo del commiato di Matteo Frasca dal vertice della magistratura palermitana
Matteo Frasca

Salutato dall’unanime plauso dei magistrati del distretto, Matteo Frasca lascia l’incarico dopo 10 anni: 8 dalla nomina del plenum del Csm nel 2017 e due anni di reggenza, determinati rispettivamente dal trasferimento al Ministero della Giustizia del precedente Presidente, Gioacchino Natoli, e successivamente dall’attesa della nomina del successore.

Gli abbracci e la standing ovation dei colleghi durante la cerimonia di commiato del 5 febbraio, precederanno di due giorni gli applausi augurali all’udienza ufficiale dell’immissione in possesso nelle funzioni di Presidente della Corte di Appello di Palermo di Antonio Balsamo, designato e nominato all’unanimità dal Csm, 62 anni ed un lungo e prestigioso curriculum come Consigliere Giuridico della Rappresentanza permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a Vienna, Presidente della sezione per le misure di prevenzione e per un breve periodo Presidente del Tribunale di Palermo.

La filosofia di fondo del commiato di Matteo Frasca dal vertice della magistratura palermitana
Antonio Balsamo

Un avvicendamento che corona il decennio della Presidenza Frasca, contrassegnata dalla svolta nelle inchieste giudiziarie e nei processi nei confronti degli esponenti e dei boss della mafia. Come evidenziano in particolare la cattura di padrini latitanti del calibro di Matteo Messina Denaro, da parte della Procura della Repubblica, e la disarticolazione dei vertici di cosa nostra, l’accentuazione della radiografia dei patrimoni illeciti e delle infiltrazioni nell’economia legale, le indagini sulla corruzione e sui rapporti fra taluni esponenti politici e le cosche mafiose.

Un bilancio di grande rilievo. “Non spetta a me dire cosa é stato realizzato – afferma il Presidente uscente della Corte d’Appello di Palermo Matteo Frasca – posso solo parlare di una filosofia di fondo. Un dirigente di un ufficio giudiziario ha responsabilità esterna e interna, deve gestire risorse e ragionare per obiettivi concretamente perseguibili, senza avere la pretesa di conseguire tutto e subito e senza pensare di stravolgere il lavoro di chi l’ha preceduto”.

La filosofia di fondo del commiato di Matteo Frasca dal vertice della magistratura palermitana
Matteo Frasca

“La temporaneità dell’incarico” – sottolinea il Presidente Frasca – “rafforza questa filosofia perché non trasforma il dirigente nel proprietario dell’istituzione, ma solo nel gestore di un periodo storico in vista di obiettivi di efficacia ed efficienza della giurisdizione. La temporaneità inoltre rafforza l’idea della responsabilità, come obbligo di rendiconto.”

Riavvolgendo il nastro di questo decennio su cosa si soffermerebbe?

“Credo che rifarei quello che ho fatto. Naturalmente, in un modo ideale, se potessi rifarlo con l’esperienza vissuta… . In questo decennio abbiamo affrontato, senza alcuna esperienza, la tragedia del COVID e ci siamo dovuti letteralmente inventare iniziative che non paralizzassero anche la giurisdizione. È stato, come sempre, un lavoro di squadra che credo abbia avuto risultati apprezzabili.”

Nell’ambito dell’attuale momento della Giustizia in Italia, come si esplica l’utopia dell’orizzonte da lei spesso evocata?

“La teoria di Edoardo Galeano é sempre valida e la sento mia ancor di più in questi periodi di grande criticità, che non ricordo di avere mai vissuto in quarantacinque anni di magistratura. Attraversiamo una crisi che va al di là della giurisdizione e al di fuori dei confini nazionali, e anche per questo occorre rafforzare la fiducia”La filosofia di fondo del commiato di Matteo Frasca dal vertice della magistratura palermitana

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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