Mimose sporche di sangue nulla da festeggiare

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Mimose sporche di sangue nulla da festeggiare
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Mimose rosse di sangue. Più lacrime che applausi, più violenze che sentenze. Nulla da festeggiare per l’8 Marzo ma esclusivamente  da evidenziare. Un’evidenza segnata dal numero delle vittime della strage continua dei femminicidi:  solo dall’inizio dell’anno sono dieci le donne uccise, due quelle ferite in modo grave. Una strage che non ha fine: nel 2018 sono state uccise oltre 100 donne, quasi sempre da compagni, ex mariti o fidanzati. Mentre superano i  7 milioni le donne picchiate, maltrattate o violentate. ”Mai più schiave” il titolo del tema della cerimonia svoltasi al Quirinale.” ll tema della violenza di genere  resta, purtroppo, uno dei fenomeni più preoccupanti degli ultimi anni” denuncia il parlamentare del Pd Cosimo Ferri, magistrato e ex sottosegretario alla Giustizia.

Mimose sporche di sangue nulla da festeggiare
Cosimo Ferri
  • Come è stato vissuto in ambito istituzionale questo tragico 8 marzo?

La festa della donna è una festa di civiltà. E’ l’occasione per ricordare le donne che hanno sofferto e che soffrono ma anche quelle che si sono distinte, che hanno combattuto e che hanno vinto battaglie importanti con coraggio, orgoglio e determinazione. L’8 Marzo è doveroso celebrare la donna con entusiasmo ma deve essere anche un momento per riflettere e tenere alta l’attenzione, rafforzare la risposta punitiva e agire sulla prevenzione.”

  • Cosa è stato fatto negli ultimi anni per le donne vittime di reato ?

Nella scorsa legislatura abbiamo garantito ai soggetti vulnerabili una particolare e significativa tutela, in primo luogo attraverso l’attenzione riservata alla donna e al minore, vittima anche mediata del reato. Con il percorso legislativo iniziato nel 2013 la violenza è stata finalmente riconosciuta come forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione. Con la legge n. 119 del 2013 contro il femminicidio abbiamo introdotto misure efficaci come l’arresto obbligatorio in caso di flagranza di reato per i maltrattamenti in famiglia e stalking, la misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e l’utilizzo del braccialetto elettronico.

Nel 2016 abbiamo creato il Fondo Vittime di Reati Intenzionali Violenti per assicurare un indennizzo equo ed adeguato delle vittime e il “Codice Rosa”, un sistema che prevede un’accoglienza protetta in pronto soccorso per fornire risposte immediate alle esigenze di cura delle vittime di violenza di genere.Mimose sporche di sangue nulla da festeggiare

  • Qual’è la situazione attuale?

“Nonostante il recente rafforzamento degli strumenti di tutela riservato alle donne vittime di reato e ai soggetti vulnerabili non possiamo abbassare la guardia. I dati sono ancora preoccupanti: in Italia, nei primi dieci mesi del 2018 le vittime di femminicidio sono state 106, l’equivalente di una ogni 72 ore. Oltre 7 milioni di donne sono state vittima almeno una volta nella vita di maltrattamenti, stalking, percosse. Nella maggior parte dei casi la vittima ha un legame con il reo e la violenza viene perpetrata all’interno delle mura domestiche. Dobbiamo pertanto fare in modo che i segnali d’allarme vengano rilevati in una fase antecedente, anche senza la cooperazione della persona offesa che è spesso vittima di pressioni psicologiche.

  • Come valuta le modifiche normative in materia di violenza di genere e sul “codice rosso”?

La volontà di apprestare nuovi strumenti di tutela è sempre apprezzabile, ma ritengo sia fondamentale elaborarli con logica, concretezza e con una visione d’insieme.

La scelta di accantonare, in Commissione Giustizia, la proposta di legge a firma Ascari (M5S) – nella sostanza corretta e condivisibile – e di portare avanti, invece, un testo governativo non altrettanto valido non costituisce sicuramente la strada giusta da seguire.

Con riguardo al codice rosso, la proposta di rendere obbligatorio per la Polizia Giudiziaria l’invio immediato al magistrato della denuncia presentata da una donna senza valutare se sussistano ragioni di urgenza non consente di effettuare quella gradazione delle urgenze necessaria per un efficace svolgimento attività delle Procure. Anche la previsione dell’audizione obbligatoria della vittima da parte del magistrato entro 3 giorni non pare risolvere il problema: l’ascolto potrebbe non essere sufficiente senza ulteriori attività investigative e riscontri probatori e, ancora una volta, sembra improbabile che le Procure riescano ad adempiere a tali richieste senza poter compiere un giudizio discrezionale sui vari livelli di urgenza dei singoli casi.Mimose sporche di sangue nulla da festeggiare

  • Quali gli aspetti sui quali lavorare per il futuro?

Indubbiamente prevenzione, informazione, educazione. Ogni atto di violenza di genere è una violazione dei diritti umani non solo della vittima specifica, ma di tutte le donne e senza una radicata coscienza sociale non si realizza un vero cambiamento e si rischia di intervenire sempre quando è troppo tardi.  Il percorso portato avanti negli ultimi anni dal Governo a partire dalla legge sul femminicidio ha raggiunto oggi livelli soddisfacenti e conformi agli standard europei. Gli strumenti normativi a disposizione delle vittime ci sono e funzionano. La sensibilizzazione soprattutto tra i più giovani è fondamentale perché venga abbattuto il muro della differenza di genere. La violenza risulta odiosa in tutte le sue manifestazioni, ma quella perpetrata in nome di una asserita inferiorità non è più tollerabile. Per questo motivo l’obiettivo più importante deve continuare ad essere quello di prevenire qualsiasi tipo di violenza, più monitoraggio e controlli per garantire che vengano effettivamente applicate le tutele, pene certe e processi celeri ed efficienti. Bisogna sviluppare e attuare iniziative e strumenti come il “Protocollo L.i.a.n.a.” (Linea interattiva assistenza nazionale antiviolenza), un protocollo comune per Polizia e Carabinieri per il contrasto alla violenza di genere, violenza domestica e stalking. Con questo protocollo tutti gli interventi riguardanti questo tipo di reati saranno registrati in un modulo comune che confluirà in una unica banca dati in modo da rendere agevole confrontare ed omogenizzare i dati e intervenire tempestivamente.Mimose sporche di sangue nulla da festeggiare

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