by Gianfranco D’Anna
Il dibattito fra magistratura e politica sulla riforma della giustizia si surriscalda e si trasforma in scontro aperto, col Ministro Guardasigilli Carlo Nordio nella duplice veste di pompiere ed incendiario.

Dal terzo Congresso nazionale di Salerno di Unicost, al Convegno di Milano Marittima di Magistratura Indipendente, tutti gli interventi a cominciare da quello del Ministro della Giustizia Nordio e del Presidente dell’Anm Cesare Parodi, hanno ruotato sul quesito dell’ evoluzione o dell’involuzione del progetto di legge costituzionale sulla riforma della giustizia, che la prossima settimana approda al Senato e dovrebbe essere approvata entro giugno, per poi affrontare il vaglio della seconda lettura entro l’autunno ed essere sottoposta al referendum probabilmente all’inizio dell’anno prossimo.

Dopo un incipit diplomatico al convegno di Mi con un “per l’amor di Dio, non facciamone uno scontro di civiltà. Mi auguro che si arrivi ad un confronto con toni non solo pacati ma raziocinanti, non dico amichevoli, ma certamente di attenzione imparziale verso le esigenze della politica, della giustizia e dei cittadini”, Nordio ha gettato benzina sul fuoco delle polemiche affermando intanto che “dopo che sarà approvata la legge, ma anche prima, cominceremo a pensare alle leggi di attuazione che possano mitigare le criticità che io riconosco esserci in questa legge perché ogni legge può essere perfettibile” e poi soprattutto facendo riesplodere il caso Palamara.
“Ma crediamo veramente che il caso Palamara si deve ridurre alle dimissioni più o meno forzate di quattro magistrati, che sono stati dimessi dal Csm, e allo stesso Palamara, che addirittura é stato radiato o non vogliamo pensare che dietro ci fosse molto, ma molto di più che é stato insabbiato? ” ha affermato testualmente il Ministro della Giustizia.

Parole che hanno provocato roventi reazioni da parte di esponenti politici e magistrati, come Giovanni Zaccaro, segretario di Area Democratica per la Giustizia secondo il quale “ancora una volta Nordio lancia il sasso e nasconde la mano. Faccia nomi e indichi i casi insabbiati e, visto che é lui il titolare dell’azione disciplinare, assuma le iniziative del caso. Leggo – aggiunge Zaccaro – che promette di mitigare il sorteggio, dopo che la riforma sarà approvata. Ma a noi non piace la riforma nel suo complesso e non ci vendiamo per un piatto di lenticchie”.
Su Palamara interviene il vicepresidente della commissione Giustizia della Camera Enrico Costa di Forza Italia:” Ho già presentato la proposta di una inchiesta parlamentare che faccia chiarezza su questo e altro. Peccato da mesi attenda invano che sia inserita all’odg della Camera. Non sarebbe male passare male dalle parole (troppe) ai fatti”.

A Nordio replica direttamente la Presidente di Magistratura Indipendente Loredana Micciché :” se la proposta di riforma costituzionale del governo é emendabile solo in fase di legge attuativa e non sul testo attualmente in Parlamento, allora é difficile pensare a un dialogo costruttivo con la controparte politica. Il Csm, così come organizzato attualmente, é il baluardo a difesa dell’autonomia della Magistratura rispetto alla politica, in base al principio della separazione dei poteri e non é vero – sottolinea Micciché – che dopo il caso Palamara la magistratura non abbia saputo riformarsi: sfido oggi a trovare un’istituzione della Repubblica che produce delibere così dettagliatamente motivate come quelle redatte dal Consiglio Superiore della Magistratura”.

“La verità é che l’obiettivo di questa riforma é riscrivere il perimetro e la natura dei rapporti tra magistratura e politica “ denuncia il Segretario di Mi, Claudio Galoppi, mentre l’ex Presidente della Camera Luciano Violante ha ammonito che : “il conflitto é necessario in democrazia, ma tra le parti politiche, non tra le istituzioni.”
Pienamente concordi il Vice Presidente del Csm Fabio Pinelli ed il Presidente dell’Anm Cesare Parodi. Per Pinelli: “lo scontro istituzionale é sempre un errore, fa male al Paese. Ciascuno di noi, secondo le rispettive responsabilità e possibilità, deve prodigarsi in ogni modo per evitare di alimentarlo”.




