Quirinale Bilancio ed Europa il giro di boa di Draghi

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Quirinale Bilancio ed Europa il giro di boa di Draghi
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L’Italia del Draghi style in primo piano sui media internazionali, come non si vedeva da 60 anni da quando, nel 1959 e nel 1963, la Lira italiana vinse l’oscar delle monete assegnato dal Financial Times.

Draghi at te start“, lo sprint e il pragmatismo del Premier conquistano l’ambito riconoscimento dell’Economist il settimanale britannico considerato il Vangelo economico finanziario dei mercati.Italia Paese dell'anno: nota rivista incorona l'Italia, ma sul web dilaga lo scetticismo

Uno stile quello del Presidente del Consiglio incentrato sul silenzio e sui tempi. Un silenzio non enigmatico ma consapevole, che consegue un effetto politico innovativo: fa in modo che gli interlocutori vengano allo scoperto e lascino trasparire i retropensieri. Mentre i tempi e i modi degli interventi, rigorosamente istituzionali, misurano le distanze fra le scelte e la loro realizzazione.

L’Europa e i leader internazionali ne erano consapevoli fin dalla  Presidenza della Bce. La politica italiana con i vari gironi di partiti, sindacati, confindustria e burocrazia, lo ha constatato nel corso dei vertici e dei Consigli dei Ministri e lo constaterà ulteriormente mercoledì 22 dicembre al giro di boa della prima conferenza stampa di fine anno del Presidente Draghi.

Una conferenza stampa molto attesa perché oltre a fare il punto sul concomitante iter dell’approvazione al Senato della legge di bilancio, sul consuntivo di poco più di 10 mesi di Governo e sulle prospettive di sviluppo economico e di controllo della pandemia che si intravedono nel 2022, rappresenterà soprattutto uno spartiacque politico per la maggioranza di governo e per gli sviluppi della successione al Quirinale.Quirinale Bilancio ed Europa il giro di boa di Draghi

Un labirinto che si supera unendo, con la logica politica basata sui numeri di una maggioranza parlamentare, tutti i punti di contatto dei leader e delle forze politiche che sostengono il governo, non escludendo di aggregare anche altri gruppi parlamentari in via di formazione.

Un’effettiva unione politica dell’Europa che si sovrapponga  a quella economica e il dispiegamento di tutte le potenzialità del made in Italy sul mercato globale restano gli snodi essenziali dell’Italia di Draghi per l’attuazione del piano di rilancio del Paese.

Dopo l’approvazione del bilancio in Senato a ridosso della vigilia di Natale e la definitiva ratifica alla Camera entro San Silvestro, col probabile ricorso alla fiducia, il Premier affronterà con coraggio le scelte per incardinare le riforme essenziali per l’attuazione del piano di rilancio del Paese.

Coraggio che, come evidenzia la biografia di Draghi, rappresenta l’elemento distintivo dell’azione di governo. Scelte che sul piano europeo riguardano la revisione già sollecitata dal Premier del patto di stabilità, il coordinamento energetico e sanitario, la politica estera e la difesa comune. Una difesa comune con baricentro mediterraneo e baltico balcanico.

Un’agenda cruciale che a Palazzo Chigi stanno mettendo a punto in vista dell’imminente primo vertice a Roma col nuovo Cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Sostanziale ed evidente, il cambio di passo nei rapporti fra l’Italia e l’Europa, gli Stati Uniti e la Nato, anche in considerazione delle due opzioni istituzionali che si delineano per il Premier, Governo o Presidenza della Repubblica, é sintetizzato dalla battuta che rigorosamente in inglese circola nelle capitali internazionali:” Italy where are you going if you don’t have dragons ?”. Che tradotto in romanesco suona: Italia, ma ‘ndo vai se Draghi nun ce l’hai?Quirinale Bilancio ed Europa il giro di boa di Draghi

 

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