Notte agitata in via Arenula e per i molti padri e padrini della riforma Nordio. Con un autentico colpo di scena giuridico, l’Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione ha ammesso la richiesta avanzata con oltre 500mila firme dai cittadini che chiedevano un più ampio quesito per diffondere le ragioni di chi si oppone alla riforma della giustizia del Governo.
Il riconoscimento da parte della Cassazione della piena legittimità della richiesta di nuova formulazione del quesito referendario, potrebbe comportare l’eventuale slittamento della data del voto, che dovrà essere discusso in base ai termini da riaprire per la campagna referendaria.
Come suggerito dal Quirinale finora non sono state stampate le schede elettorali e quindi non é esclusa la possibilità che la data rimanga fissata al 22 e 23 marzo.
Netto invece il parere per lo slittamento del voto referendario del Costituzionalista Michele Ainis.
“La rimodulazione del quesito decisa dalla Suprema Corte – argomenta Ainis – riguarda oggettivamente anche la data della consultazione incorporata nel decreto che indice il referendum col quesito che ora dovrà essere modificato”.
Se ciò non dovesse verificarsi, secondo Ainis, “sarà possibile da parte del comitato dei Volenterosi che ha raccolto le 500 mila firme sollevare un conflitto d’attribuzione davanti alla Corte Costituzionale”.
Anche ipotizzando che il Consiglio dei Ministri decida oggi la nuova data e il Presidente della Repubblica firmi nella stessa giornata il decreto, la nuova data del referendum dovrebbe ricadere fra il 50° e il 70° giorno successivo, a cavallo fra la Domenica delle Palme e la Pasqua. Dunque slitterebbe a metà aprile.
Eventualità che ha scatenato la stampa fiancheggiatrice del fronte del SI con titoli inverosimili della serie: “ Golpe in Cassazione. Se slitta il Referendum il Csm sarà rinnovato dalle correnti e procederà alle nomine dei vertici giudiziari di Roma, Milano e Palermo”. Titoli seguiti da insinuazioni varie sull’intento di far guadagnare tempo alla rimonta del NO.
Il rinvio della data referendaria consentirebbe, invece, agli esponenti di buona volontà dei due fronti di mettere a punto concretamente la proposta di un nuovo patto con la magistratura, che impegni toghe e avvocatura nella ricerca di soluzioni per affrontare i problemi della giustizia.
Proposta avanzata dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Avv. Francesco Greco e che ha già ricevuto ampi consensi da parte della Presidenza della Cassazione e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
In un dibattito a Palermo, organizzato dalla Libera Università della Politica fondata da Pade Ennio Pintacuda, il plauso della magistratura dialogante é stato espresso direttamente all’Avv. Greco, dal Procuratore emerito Alfredo Morvillo, secondo il quale il nodo della riforma Nordio non risiede nella separazione delle carriere, bensì nell’Alta corte di Giustizia e nel sorteggio disomogeneo per i due Csm fra magistrati e esponenti scelti dal Parlamento.
Un’Alta Corte dinnanzi alla quale Pm e giudice, separati nelle carriere, tornano uniti nei giudizi disciplinari. Il che evidenzierebbe, ha affermato Morvillo, che l’intento non sarebbe quello di separare, ma di controllare chi controlla.





