Turbo accelerazione del centrodestra alla riforma delle separazione delle carriere dei magistrati. Nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio, del primo pomeriggio di domani, la maggioranza e il governo chiederanno di portare il provvedimento in Aula direttamente la prossima settimana.
Inevitabile, dunque, un nuovo scontro con l’opposizione, “se ci sarà un confronto sereno non faremo ricorso agli strumenti che abbiamo sul tavolo”, dice una fonte delle forze che sostengono l’esecutivo. Tradotto, se le minoranze non faranno barricate niente tempi contingentati e via libera al ddl costituzionale entro fine settembre.
“E’ la risposta – spiega una fonte di FI – alle manovre della magistratura che ieri ha partecipato ad un ciclo di audizioni organizzato dal Pd alla Camera sulla separazione delle carriere…”.
A surriscaldare il clima si é aggiunta l’iscrizione sul registro degli indagati dalla Procura di Roma, nell’ambito del procedimento per il caso Almasri, del capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, GiusiBartolozzi, magistrato ed ex parlamentare di Forza Italia.
Giusi Bartolozzi
L’ipotesi di reato riguarda le false informazioni al pubblico ministero e sottolinea che la versione fornita dall’alto dirigente di via Arenula “é da ritenere sotto diversi profili inattendibile e, anzi, mendace”.
Pure domani é prevista una nuova riunione della Giunta per le autorizzazioni: entro martedì 30 l’organismo dovrà votare la proposta del relatore Federico Gianassi, deputato dem e avvocato indicato dal Presidente della Giunta, Devis Dori, Avs, sulla richiesta di autorizzazione a procedere presentata dal Tribunale dei ministri nei confronti dei titolari di Giustizia e Interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, per le ipotesi di reato di favoreggiamento, peculato e, per il solo Guardasigilli, omissione di atti d’ufficio in relazione alla liberazione e al rimpatrio a Tripoli, su un aereo di Stato, del generale libico Almasri ricercato dalla Corte penale internazionale.
Carlo Nordio, Matteo Piantedosi, Alfredo Mantovano
Il centrodestra sta valutando le condizioni per assimilare – anche per quel che riguarda le guarentigie – la posizione della Capo di gabinetto del dicastero di via Arenula Bartolozzi a quella degli esponenti di governo.
Nessuna preoccupazione al Ministero, secondo quanto viene ribadito, la linea é quella di confermare la “massima fiducia” nell’operato della dirigente. “Sono accuse campate in aria”, il refrain nella maggioranza. Se l’orientamento della maggioranza é quello di tentare di estendere l’immunità parlamentare anche a Giusy Bartolozzi, “la vicenda rischia di diventare il Watergate italiano”, denuncia Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.
Ma non è scontato. La Giunta agisce su implicazione del Tribunale dei ministri, e potrebbe non bastare un avviso di garanzia. In ogni caso sottolineano gli esponenti di Forza Italia Pietro Pittalis ed Enrico Costa, “l’indagine nei confronti di Bartolozzi é un elemento che bisognerà tenere in considerazione”. La maggioranza si mostra comunque compatta nel respingere la richiesta dei giudici, sia in Giunta che successivamente in Aula – il voto é previsto entro la fine di ottobre – dove l’obiettivo é arrivare con un relatore del centrodestra.
Giusi Bartolozzi e Carlo Nordio
“Siamo in campagna elettorale, non solo per le Regionali ma già per le Politiche”, taglia corto un ‘big’ di Fratelli d’Italia. La maggioranza guarda al referendum sulla separazione delle carriere: dopo il prossimo via libera di Montecitorio alla riforma ci sarà l’ultimo passaggio del Senato, dove si punta all’ok definitivo di fine ottobre. “Sarà sulla giustizia la vera battaglia” ripete Forza Italia.