HomeRisvoltiSoldati robot umanoidi per i blitz Usa in Iran ?

Soldati robot umanoidi per i blitz Usa in Iran ?

Glocal war, globale e locale la guerra delle guerre combattuta da remoto a distanza di migliaia di chilometri é pronta per l’esordio dei soldati robot umanoidi dotati di intelligenza artificiale da mandare in avanscoperta sui litorali e i deserti dell’Iran.

Soldati robot umanoidi per i blitz Usa in Iran ?
Rendering dell’eventuale utilizzazione in Iran di soldati robot umanoidi

Finora top secret, i robot umanoidi made in Usa, tecnologicamente più avanzati di quelli cinesi, con l’elmetto e il passamontagna delle truppe speciali sono difficilmente distinguibili dai veri soldati e dispongono di sistemi di intelligenza artificiale progettati per applicazioni sia logistiche che di fuoco.

Sembianze e movimenti in parte analoghi a quelle dell’ umanoide capace di parlare e camminare alla Casa Bianca, accanto alla First Lady Melania in occasione del recente vertice della “Fostering the Future Together Global Coalition” che ha proposto di utilizzare i robot dotati di intelligenza artificiale come potenziali educatori “personalizzati” per i bambini americani, da impiegare direttamente nelle loro case.

Per risparmiare vite umane il Pentagono potrebbe utilizzare nei blitz sul territorio iraniano alcuni esemplari di soldati robot umanoidi
Robot umanoidi cinesi

Per superare i timori di elevate perdite umane, il Pentagono potrebbe proporre al Presidente Trump  di utilizzare una decina, o poco più, di soldati robot per verificare la reattività delle difese dei pasdaran in caso di barco sull’isola di Kharg, hub petrolifero strategico, oppure sui litorali dell’Iran lungo lo stretto Hormuz dove sono posizionate le batterie missilistiche dei guardiani della rivoluzione.

Ancora più utile sarebbe l’impiego dei soldati robot nell’eventuale opzione del blitz nei siti nucleari dell’Iran a Isfahan, Natanz e Fordow, per impossessarsi o distruggere le riserve di uranio arricchito sopravvissute ai bombardamenti dell’estate scorsa.

“Un’azione lampo delle forze speciali potrebbe davvero annientare il programma nucleare iraniano?” si è chiesto il settimanale britannico The Economist. Unanimemente concorde  la risposta degli esperti di strategie militari:  “Non c’è dubbio che le forze armate di Stati Uniti e Israele siano probabilmente le uniche al mondo in grado di farlo. Ma o lo si fa in modo incredibilmente piccolo e infiltrandosi in modo molto occulto, oppure si agisce su larga scala.”

Soldati robot umanoidi per i blitz Usa in Iran ?
Rendering dell’eventuale sbarco dei Marines sulle coste iraniane

Ovvero con un raid di almeno tre battaglioni di truppe speciali aviotrasportate con al seguito un centinaio di esperti  delle squadre Nuclear Disablement Team e  NBC, per fronteggiare i rischi nucleari, batteriologici e chimici.

Rafael Grossi, capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite, ha dichiarato a The Economist che l’uranio arricchito superstite si trovava “principalmente” a Isfahan, presumibilmente in tunnel con gli ingressi sigillati da terriccio.

Una parte del micidiale uranio arricchito rimane anche a Natanz e Fordow, sepolto però in profondità. Il Comando Congiunto americano per le Operazioni Speciali avrebbe già fatto esercitare vari squadroni della Delta Force e del Seal Team Six americani e delle squadre specializzate antinucleari a penetrare in rifugi sotterranei nei pressi di Las Vegas. Reparti speciali accanto ai quali é scattata l’attivazione di tremila paracadutisti dell’82a divisione aviotrasportata, unità d’elìte delle forze armate americane.

Centrifughe iraniane per l’arricchimento dell’uranio

Anche se gli obiettivi americani e israeliani fossero limitati a Isfahan, non meno rischiosa sarebbe poi la scelta di cosa fare dell’uranio altamente radioattivo eventualmente trovato. Vista l’estrema pericolosità del trasporto l’opzione principale sarebbe quella di farlo esplodere in loco, nei bunker sotterranei. All’interno dei quali potrebbero essere utilizzati i soldati robot in grado di rispondere al fuoco, ma anche dialogare e avviare trattative attraverso sensori e altoparlanti con gli eventuali pasdaran asserragliati nei tunnel e indurli alla resa.

Il rischio esterno più grande é rappresentato dai dati e dalle informazioni sulle direttrici d’arrivo, la tempistica e i piani del blitz che Mosca e Pechino potrebbero inoltrare all’Iran.

Un rischio non in grado, si ritiene, di vanificare la capacità d’intervento delle forze Usa e israeliane. Un intervento che si prefigge di conseguire un obiettivo esistenziale, che é fra le principali cause di una guerra e che in tal caso potrebbe considerarsi conclusa.Soldati robot umanoidi per i blitz Usa in Iran ?

Facebook Comments
Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
RELATED ARTICLES

AUTORI

Augusto Cavadi
103 POSTS0 COMMENTS
Vincenzo Bajardi
82 POSTS0 COMMENTS
Adriana Piancastelli
35 POSTS0 COMMENTS
Maggie S. Lorelli
33 POSTS0 COMMENTS
Antonino Cangemi
33 POSTS0 COMMENTS
Dino Petralia
25 POSTS0 COMMENTS
Valeria D'Onofrio
24 POSTS0 COMMENTS
Antonio Borgia
21 POSTS0 COMMENTS
Piero Melati
14 POSTS0 COMMENTS
Letizia Tomasino
8 POSTS0 COMMENTS
Rosanna Badalamenti
8 POSTS0 COMMENTS
Beatrice Agnello
5 POSTS0 COMMENTS
Pino Casale
3 POSTS0 COMMENTS
Luisa Borgia
3 POSTS0 COMMENTS
Francesca Biancacci
1 POSTS0 COMMENTS
Italo Giannola
1 POSTS0 COMMENTS
Arduino Paniccia
0 POSTS0 COMMENTS
Michela Mercuri
0 POSTS0 COMMENTS