HomeRisvoltiGli sgoccioli della fenomenologia di Tajani e la mutazione genetica di FI

Gli sgoccioli della fenomenologia di Tajani e la mutazione genetica di FI

A differenza della fisica, in politica il vuoto ed il nulla non sono affatto contemplati. Tranne nel caso delle imperscrutabili circostanze che rendono il nulla ed il vuoto essenziali all’equilibrio sempre più instabile di un Governo.

Fenomenologia del nulla che, secondo l’opinione di una variegata schiera di ipercritici parlamentari e di vari commentatori, si attaglierebbe al Segretario di Forza Italia, vice Premier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Un esponente politico uno e trino, catapultato dal ruolo di pedissequo esecutore delle disposizioni di un Silvio Berlusconi nell’ultima fase della vita del leader fondatore di Forza Italia, ad uno degli snodi essenziali della maggioranza del Governo presieduto da Giorgia Meloni.

Gli sgoccioli della fenomenologia di Tajani e la mutazione genetica di Forza Italia
Giorgia Meloni e Antonio Tajani

Eccessi critici a parte, il tratto incolore, l’ovvietà e la mancanza di originalità che anche da parte degli eredi di Berlusconi verrebbero attribuite alla trinità politica di Tajani, rappresentano paradossalmente i suoi punti di forza e gli conferiscono una inamovibilità strategica per la sopravvivenza dell’esecutivo di centrodestra.

Nonostante l’onda lunga della valanga politica che dopo il colpo di maglio del Referendum si sta abbattendo sulla maggioranza ed in particolare su Forza Italia, i cui vertici Marina e Pier Silvio Berlusconi vorrebbero azzerare e rinnovare, l’inedita quarta virtù teologale di Tajani, la  fortuna cieca, fa sì che se il Vice Premier, Ministro degli Esteri e Segretario di partito dovesse essere dimissionato si aprirebbe una crisi politica dagli esiti imprevedibili.

Dopo le dimissioni di Daniela Santanché, e quelle precedenti di Raffaele Fitto e Gennaro Sangiuliano, l’eventuale sostituzione di un quarto Ministro, per di più Vice Presidente del Consiglio, comporterebbe da parte del Presidente della Repubblica il rinvio del Governo alle Camere per la verifica della fiducia parlamentare.

Gli sgoccioli della fenomenologia di Tajani e la mutazione genetica di Forza Italia
PierSilvio e Marina Berlusconi

Passaggio che, a questo punto, sarebbe preceduto da un vero e proprio rimpasto con la sostituzione di altri Ministri, a cominciare da quello della Giustizia.

Con un iter intriso di gentlemen’s agreement e vasellina, entro la fine dell’anno Antonio Tajani protrebbe invece lasciare, nel corso del congresso celebrativo del terzo anno della scomparsa di Silvio Berlusconi, la segreteria di Forza Italia e salire sul piedistallo della promessa candidatura al Quirinale.

Promessa inattendibile e candidatura che sa già di bruciatura, funzionali tuttavia alla coreografia propagandistica di un congresso tutto proteso al rilancio di Forza Italia nel solco dell’eredità berlusconiana.

Un rilancio con l’agguerrita leadership di Deborah Bergamini, Giorgio Mulé, Licia Ronzulli, Alessandro Cattaneo, Stefania Craxi, Roberto Barachini, Catia Polidori, Sergio Leoni, Matilde Siracusano, Francesco Paolo Sisto e altre new entry.

Mutazione genetica non semplice, complicata dall’esperienza elettorale di vecchie volpi politiche come Paolo Barelli e Maurizio Gasparri che per smentire il proverbio secondo il quale prima o poi tutte le volpi si ritrovano in pellicceria, soprattutto nel Lazio e nel meridione potrebbero mettersi di traverso proponendosi come candidati alle politiche nelle liste della Lega, di Fratelli d’Italia o di altre compagini.

Dopo l’inossidabile appiattimento sulle posizioni della Premier e di Fratelli d’Italia, la vera sorpresa del tentativo di rinascita di Forza Italia potrebbe essere rappresentata, con la regia di Gianni Letta, dalla scelta di un candidato Premier catalizzatore, per esempio del livello di Mario Draghi. Senza escludere il notevole impatto che secondo tutti i sondaggi avrebbe l’effetto trascinamento della nuova discesa in campo di un Berlusconi.

Gli sgoccioli della fenomenologia di Tajani e la mutazione genetica di Forza Italia
Meloni e Tajani

Con l’obiettivo post elettorale di svolgere il ruolo di ago della bilancia fra il cosiddetto campo largo, attraversato dalla faglia per la Premiership fra il Pd di Elly Schlein e i 5 Stelle di Giuseppe Conte, ed il centrodestra irreversibilmente monopolizzato da Giorgia Meloni.

Parafrasando Albert Einstein si può dire infatti che “la politica é come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio e raggiungere il traguardo devi muoverti”. Gli sgoccioli della fenomenologia di Tajani e la mutazione genetica di Forza Italia

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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