Da Salvi a Salvato, il Csm ha scelto la continuità. Classe 1955, in magistratura dal 1980, lunga e prestigiosa esperienza di funzioni giudicanti di merito civili e penali, da quattro anni Procuratore Generale aggiunto della Cassazione, già Avvocato generale presso la Suprema Corte ed assistente di tre giudici Costituzionali, Luigi Salvato è stato nominato a larga maggioranza nuovo Procuratore generale della Cassazione dal plenum del Consiglio superiore della Magistratura, presieduto dal Capo dello Stato.
Un ruolo delicato e cruciale per le toghe, in un momento di svolta della magistratura ha sottolineato il Presidente della Repubblica: ” Il contributo del Csm sarà essenziale per la riforma varata dal Parlamento. Auspico che il Csm continui a svolgere il suo compito con tempestività e doverosa trasparenza in questo ultimo tratto di quadriennio” ha affermato Mattarella.

Un ruolo di effettiva incidenza perché il Procuratore Generale della Cassazione, oltre ad essere componente di diritto del Csm e del suo Comitato di presidenza, assieme al Ministro della Giustizia è titolare dell’azione disciplinare.
Salvato ha ottenuto 17 voti, mentre l’altro candidato, il Pg di Napoli, Luigi Riello proposto ex aequo con Salvato dalla Commissione incarichi direttivi, ha ricevuto 8 voti. Un consigliere si é astenuto.
Proposto dal consigliere Michele Ciambellini, Luigi Salvato è stato sostenuto dai gruppi di Unicost, Area e Autonomia e Indipendenza, dai togati indipendenti Carmelo Celentano e Sebastiano Ardita e dai laici M5s, dal Pg uscente della Cassazione Giovanni Salvi, dal primo presidente della Suprema Corte Pietro Curzio e dal vice presidente del Csm David Ermini, collegato alla seduta da remoto.

A favore di Riello hanno invece votato tutti i consiglieri di Magistratura Indipendente, l’indipendente Nino Di Matteo, i due laici di Forza Italia e il laico della Lega Emanuele Basile.


