In attesa della concretizzazione degli effetti della svolta strategica della Nato al vertice di Madrid, sul fronte ucraino le residue speranze di tregua vengono quotidianamente azzerate dalle stragi provocate dai bombardamenti missilistici russi su obiettivi civili. Secondo le valutazioni dell’intelligence Usa e inglese gli scenari della guerra si fanno sempre più cupi. “Putin intende impadronirsi della maggior parte dell’Ucraina, ma le sue forze armate sono degradate dai combattimenti in corso e possono ottenere guadagni territoriali solo nel breve termine”: questa la valutazione della Direttrice dell’Intelligence nazionale Usa, Avril Haines.
Tre le ipotesi del vertice dell’Intelligence di Washington. La più probabile è la guerra al rallentatore, perché le truppe di Mosca sono state così indebolite dai combattimenti che al momento sono in grado di ottenere solo lenti guadagni territoriali, ma senza sfondare. “Percepiamo una frattura fra gli obiettivi militari di Putin e le capacità militari russe. Una mancata corrispondenza fra le sue ambizioni e quello che i militari sono in grado di ottenere”, ha affermato Haines.
Le altre possibilità includono la stabilizzazione delle linee del fronte, con gli ucraini che riescono ad avanzare, anche se di poco. Ognuna di queste tre ipotesi strategiche vede la Russia diventare più dipendente da “strumenti di attacco asimmetrici” per reggere l’impatto dell’invasione: cyber attacchi, controllo delle risorse energetiche o, peggio, l’impiego di armi nucleari tattiche.

Analoga, ma con prospettive più tattiche che strategiche la valutazione dell’intelligence britannica. “La capacità delle forze ucraine di continuare a combattere, ritirando le truppe prima che vengano accerchiate, continuerà a essere un fattore chiave nell’esito della guerra”, scrive il servizio segreto per l’estero di Londra, aggiungendo che “le forze ucraine continuano a mantenere le loro posizioni nella città di Lyschansk dopo il loro ritiro da Sieverdonetsk, mentre quelle russe continuano a tentare l’accerchiamento di direzione Popasna, cercando di evitare l’attraversamento del fiume Siverskyi Donets”. “I combattimenti – continua l’analisi inglese – sono concentrati attorno alla raffineria di petrolio di Lyschansk, 10 km a sud-ovest del centro città. A livello operativo, le forze russe continuano a compiere progressi limitati mentre tentano di accerchiare i difensori ucraini nell’oblast di Donetsk settentrionale tramite avanzamenti da Izium.”


