Le premesse lasciano intravedere un nuovo anno di continuità e sviluppo delle politiche e delle leadership che hanno caratterizzato il 2024. Ed é soprattutto il netto rafforzamento delle leader di maggioranza e opposizione, Giorgia Meloni ed Elly Schlein, a qualificare opportunità e prospettive degli imminenti scenari parlamentari.
La politica del 2025 insomma é donna. Mentre, confidando nell’eventuale indulgenza plenaria dell’anno giubilare, come da tradizionale copione, i politici tendono a tracciare bilanci autoreferenziali e non si espongono più di tanto sulle strategie per il nuovo anno.
Calo di consensi, ammutinamenti in progress, exploit e punti di forza sono analizzati con interessata precisione solo all’interno dei partiti.

Tranne nel caso di Fratelli d’Italia e del Pd per i quali i consuntivi e le aspettative rispecchiano risultati e trend elettorali in crescita omogenea in tutte le regioni, chi più chi meno, tutte le altre forze politiche attraversano fasi di autocritiche, polemiche e contrasti interni.
Apertosi con la presidenza italiana del G7, il 2024 si é concluso con il clamoroso ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump e le fiammate di guerra del Medio Oriente, che con un colpo di scena dietro l’altro e il botto finale della repentina cacciata del sanguinario dittatore Assad dalla Siria, ha messo in secondo piano l’Ucraina che tuttavia continua a rispondere colpo su colpo a Putin. L’inedita crisi parallela dei governi della Francia e della Germania ha incrinato l’egemonia franco tedesca sull’Europa e fatto emergere la leadership internazionale di Giorgia Meloni, che in Italia monopolizza il governo.







