by Gianfranco D’Anna
Sulle agenzie e sul web rimbalza la notizia dell’imminente uscita del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, dalla Rai.
Per zerozeronews un ultim’ ora che risale a più di un mese addietro, https://www.zerozeronews.it/report-desportazione-la-calda-estate-di-sigfrido-ranucci/ , perché l’exit Rai di Ranucci era iniziata il 29 luglio scorso, quando il conduttore di Report aveva scritto sul suo profilo Facebook :

“Ci tengo a informarvi direttamente per evitare fraintendimenti. Dopo circa 10 anni, la Rai ha deciso, per motivi noti, di togliermi la responsabilità della firma per quello che riguarda presenze, contratti, trasferte, acquisti, questioni legali penali civili, rapporti con autority…. Ringrazio la mia squadra per la lealtà, la professionalità, la passione e la fedeltà che mi ha dimostrato garantendo qualità e virtuosismo nel rispettare il denaro pubblico, incarnando lo spirito del servizio pubblico… Dal punto di vista editoriale continueremo a fare il nostro lavoro come solo noi riusciamo a fare: con coraggio, indipendenza e competenza.”
In precedenza l’azienda aveva disposto lo slittamento a novembre della nuova stagione di Report, il taglio delle puntate e la riduzione delle repliche.
Poco dopo la fine di luglio, il 5 Agosto, tutte le agenzie avevano rilanciato le affermazioni di Ranucci ad un convegno sull’informazione al Senato: ” Credo che siamo a un punto di non ritorno per quanto riguarda il servizio pubblico. Per capire come funziona teleMeloni va analizzata la radiografia precisa della gestione della televisione, a cominciare da come vengono collocate le risorse, dai contratti dei conduttori e dalle collocazioni in palinsesto, per non parlare delle nomine e promozioni che vengono fatte in Rai. Ho saputo di premi in denaro che sono stati riconosciuti a dirigenti di cui non si capisce la logica se non quella delle fedeltà ideologica. Mentre con alcune circolari l’azienda richiede di condividere tutto il girato su una piattaforma unica alla quale hanno accesso tutti gli operatori Rai. Questo rischia di svelare anche delle fonti protette”.
Scenari da Minculpop nei giorni dell’entrata in vigore dell’European Media Freedom Act, la legge europea che sancisce come la libertà dei media debba considerarsi un pilastro fondamentale di ogni democrazia e sia essenziale per una sana economia di mercato.
Scenari che hanno messo il conduttore con le spalle al muro sospingendolo a spiccare il volo verso un’altra rete Tv, lasciandosi dietro l’assedio sempre più scomposto della politica e dintorni, ma portandosi appresso il cospicuo know-how di share e di audience di Report.

Una convergenza di circostanze, da una parte un brand rodato e con una propria audience che si affaccia sul mercato e dall’altro una Rete come La7 alla ricerca di un programma di giornalismo d’inchiesta dopo il travagliato epilogo di Non é l’Arena di Massimo Giletti, che sarebbe stata colta al volo da Urbano Cairo.
Per Sigfrido Ranucci l’editore di La7 e del Corriere della Sera starebbe pensando non solo ad un singolo programma, ma ad un vero e proprio progetto editoriale più ampio e strutturato, con sinergie riguardanti altri format, libri, instant book.


