by Gianfranco D’Anna
In Vaticano ai sette libri del Diritto Canonico, ai cardini del Diritto ecclesiastico e alla prassi della Segreteria di Stato si é silenziosamente aggiunta l’Agostinologia.
La concezione del tempo, l’introspezione, il superamento dello scetticismo e la paziente saggezza del passaggio all’azione: dopo un inizio in sordina, non c’è ambito del pontificato di Leone XIV che non sia riferibile al metodo agostiniano.

Constatazione che conferma l’incisività annunciata da Robert Francis Prevost all’inizio del terzo pontificato del secolo. Un’incisività come Apostolo della Pace evidenziata dal grande riscontro diplomatico ed ecumenico del primo viaggio in Turchia e in Libano.
Oltre le mura nuovamente tornate pienamente leonine, Curia e gerarchie vaticane stanno decrittando e assimilando, in particolare, il baricentro del pensiero di Sant’Agostino d’Ippona, che ruota attorno alla ricerca di Dio come Verità: “I tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Il presente del passato, che é la storia; il presente del presente, che é la visione; il presente del futuro, che é l’attesa.”

L’attesa più ravvicinata della Santa Sede é quella dei due Concistori del 2026. Il primo, del 7 e 8 gennaio, a pochi giorni dalla conclusione del Giubileo della Speranza, per segnare un ritorno alla collegialità e al dialogo e discutere temi cruciali come la riforma della Curia, il ruolo dei Sinodi e la missione della Chiesa nel mondo secolarizzato.
Il secondo Concistoro, che deve ancora essere convocato, sarà quello delle prime nomine di nuovi Cardinali da parte di Papa Leone XIV.
Almeno 18 i Porporati che dovranno essere creati in sostituzione di quanti, entro la fine di dicembre e nel corso del 2026, compiranno 80 anni e decadranno dal ruolo di Cardinali elettori.
I Cardinali da avvicendare sono:
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Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria
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Christophe Pierre, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti
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Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
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Juan José Omella, Arcivescovo di Barcellona e Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola
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Vincent Nichols, Arcivescovo di Westminster
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Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano
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Timothy Radcliffe, Maestro emerito dell’Ordine dei Predicatori domenicani
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Joseph Coutts, Arcivescovo emerito di Karachi
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Stanisław Ryłko Arcivescovo emerito della Basilica di Santa Maria Maggiore
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Robert Sarah, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto
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Carlos Osoro Sierra, Arcivescovo emerito di Madrid
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Francesco Montenegro, Arcivescovo emerito di Agrigento
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Antonio Cañizares Llovera, Arcivescovo emerito di Valencia
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Vinko Puljić, Arcivescovo emerito di Sarajevo
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John Njue, Arcivescovo emerito di Nairobi
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Jean-Pierre Kutwa, Arcivescovo emerito di Abidjan
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Philippe Nakellentuba Ouédraogo del Burkina Faso.

Il Sacro Collegio dei Cardinali elettori durante l’ultimo Conclave

