Per il centrodestra il the day after del Generale é un risveglio con l’incubo peggiore della prima notte della scissione: il Vannacci party sarebbe già al 4,2% secondo un sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24.

Il dato che fa più pensare il centrodestra é quello che evidenzia come Futuro Nazionale, il movimento fondato dal Generale uscito sbattendo la porta dalla Lega con sette parlamentari, avrebbe già superato la soglia di sbarramento nazionale anche nel caso, ancora tutto da concretizzare di un aumento dal 3% al 4%.
L’elaborazione dei dati del sondaggio rileva inoltre che Vannacci toglierebbe più voti a Fdi (-1,1%) che alla Lega (-0,9%) ed a Forza Italia (0,2%), e che catalizza consensi anche da indecisi e astenuti. Impatto zero invece per il centrosinistra e i partiti centristi.
L’analisi dei flussi elettorali elaborati dai sondaggisti indica che poco meno della metà degli elettori di Futuro Nazionale proviene dall’area della destra parlamentare, ma che un rilevante numero di consensi proviene da formazioni minori e dall’area sovranista extraparlamentare e di estrema destra, come Forza Nuova di Roberto Fiore, CasaPound, Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi. 
Profilo personale del Generale, algoritmi elettorali e interviste telefoniche condensati nei primi sondaggi, noti e riservati, inguaiano Matteo Salvini e rimescolano non poco gli scenari politici.
Intanto, per Vannacci volano gli stracci delle accuse di tradimento e diserzione da parte della Lega contro il Generale folgorato dalla politica dopo l’inatteso successo del libro “Il mondo al contrario”, una sorta di Mein Kampf senza baffetti.
In attesa di contare la consistenza parlamentare in progress di Futuro Nazionale, la Lega sta proiettando sui collegi elettorali delle politiche i contraccolpi della fuoruscita.
Il Segretario vice Premier é l’epicentro di tutte le tensioni di via Bellerio, dove gli si rinfaccia l’ostinazione con la quale contro il parere di molti candidò il Generale nelle liste europee della Lega. Candidatura che tuttavia raccolse complessivamente circa 600 mila voti e contribuì ad evitare l’ennesima debacle al carroccio.

La sindrome delle percentuali, innescata dalla rottura dello schema unitario del centrodestra, valuta tuttavia che su tutto il territorio nazionale esaurita la novità propagandistica e mediatica, interessatamente sospinta in parte dal centrosinistra, il Vannacci party alle politiche dell’anno prossimo si assesti nella migliore delle ipotesi intorno dal 2/2,5 %.
Quanto basta comunque per mettere in dubbio l’eventuale predominanza elettorale del centrodestra e soprattutto per rilanciare le speranze unitarie del cosiddetto campo largo fra sinistra e cinque Stelle. Lo strappo non viene comunque sottovalutato e mette le ali alle ipotesi di bilanciamento. In particolare a quella che é stata definita la suggestione di una candidatura di Carlo Calenda nel centrodestra, a cominciare dal voto per il Sindaco di Roma.


