Knockout, KO tecnico. La Corte Suprema degli Stati Uniti mette al tappeto il Presidente Donald Trump e smantella gran parte del regime tariffario del tycoon. Restano in vigore soltanto i dazi su acciaio e auto.

Non solo, ma bocciando i dazi commerciali imposti da Trump, la Corte Suprema ha sottolineato che il Presidente ha abusato della sua autorità imponendo una serie di tariffe che hanno sconvolto il commercio globale. Nonostante la maggioranza conservatrice, la Corte Suprema ha emesso una sentenza con sei voti contro tre, affermando che l’International Emergency Economic Powers Act “non autorizza il presidente a imporre dazi”, sebbene la Casa Bianca li abbia a lungo utilizzati come leva per esercitare pressioni e negoziare, facendo un uso senza precedenti dei poteri economici di emergenza per imporre tasse d’ingresso praticamente a tutti i partner commerciali degli Stati Uniti. Restano inalterate solo le misure adottate per motivi di sicurezza nazionale su acciaio, alluminio e automobili. Anche perché tali misure non erano oggetto del ricorso esaminato dalla Corte.
Il verdetto colpisce invece l’utilizzazione estensiva della legge sui poteri economici in caso di emergenza internazionale, strumento utilizzato dall’amministrazione per imporre dazi su larga scala. Con la bocciatura di questa base giuridica, la Casa Bianca si trova ora con margini di manovra molto più ristretti e potrà fare ricorso ad altre disposizioni della Legge sull’espansione commerciale per introdurre tariffe temporanee. Tuttavia, tali disposizioni prevedono limiti stringenti: in genere aliquote non superiori al 15 per cento e una durata massima di 150 giorni, oltre all’obbligo di presentare specifiche motivazioni economiche suscettibili di ricorsi giudiziari.



