No, nonostante i miraggi da presa della Bastiglia, lo sghignazzare di un paio di deputati forzisti ed il cui prodest leghista, non é la fine del Governo di Giorgia Meloni, semmai l’inizio di un lungo epilogo.
Non ci sarà una nuova estate del Papete con un una crisi politica, per la semplice ragione che la Premier, avendo previsto cause ed effetti, prenderà ora tutti in contropiede e mantenendosi ben salda a Palazzo Chigi regolerà i conti, ad uno ad uno, con i propri avversari che si annidano all’interno di Forza Italia e della Lega.
“A volte, bisogna rischiare delle incertezze, per avere delle certezze” sibilano gli ambienti di Fratelli d’Italia.
La certezza di Giorgia Meloni sull’identità degli avversari travestiti da alleati é la chiave di lettura della ampiamente preventivata bocciatura ad opera dei biechi traditori, come sono stati ribattezzati i 25 e più franchi tiratori, che hanno affossato l’emendamento chiave della riforma della legge elettorale presentata dal Governo al Parlamento.
Si prevede che i regolamenti di conti all’interno della maggioranza verranno risolti dal generale agosto. Quando, per usare una metafora molto usata dalla politica italiana degli anni ‘80 e ’90, da leader del calibro di Andreotti, Craxi e De Mita, la pausa parlamentare, l’afa, la dispersione vacanziera e la minore attenzione mediatica , consentono di assestare colpi agli avversari e compiere blitz risolutivi.
Quali non é dato saperlo. Si possono solo ipotizzare aree di intervento riguardanti l’etere, l’editoria e le leadership di vari partiti.
Il regolamento dei conti, che potrebbe determinare scissioni e aggregazioni all’interno della maggioranza di governo, senza alterarne il peso specifico, ma solo ridisegnandone il profilo parlamentare, non teme la caduta del governo o elezioni anticipate per il semplice motivo che una crisi politica determinerebbe la formazione di un governo tecnico che priverebbe il centrodestra di Ministeri e di potere proprio nei mesi precedenti alle elezioni, oppure comporterebbe lo scioglimento delle Camere e la perdita per la maggior parte dei parlamentari dei requisiti per maturare il vitalizio, che scatta l’11 aprile 2027.
Per non parlare della pesante crisi petrolifera che, col perdurare della guerra in Medio Oriente fa deflagrare i prezzi dei carburanti e i costi delle bollette, con la conseguente penalizzazione dei partiti di Governo alle elezioni.
Condizioni e ostacoli difficilmente superabili, che imporranno alla maggioranza di serrare le file e di seguire la linea politica imposta dalla Premier, la sola in grado di presentarsi con chances vincenti alle politiche dell’inizio dell’estate del 2027.
I primi indizi sull’avvio della resa dei conti del generale agosto all’interno della maggioranza dovrebbero scaturire dall’individuazione dei franchi tiratori.
Machiavelli dedica un intero capitolo dei suoi scritti alle congiure, concludendo che “ le coniurationi fallite ruinano i coniurati”…

