Assordante, nell’alba del day after del Referendum, lo stridio delle unghie che tentano di arrampicarsi sugli specchi.
Fra le perle dei molti “giapponesi “, che nonostante la disfatta continuano a combattere nella giungla di un’informazione che procede in senso vietato, spiccano perle come : ”A forza di menzogne vince il fronte del NO”; ”Ha vinto la palude”; “Sopravvive il sistema malato”; ”L’ingiustizia è uguale per tutti”; “La repubblica dei Giudici” ; “Il futuro di un’Italia fondata sui pieni poteri dei pm”;” Il vero allarme: l’Anm ha un potere senza precedenti”.
Mentre nessuno ha ancora ricordato come le feste di popolo e le percentuali dello tsunami di NO ad una riforma scadente, pensata male e scritta peggio, ricordino quelle della struggente vittoria della Repubblica rispetto alla monarchia nel Referendum che nel 1946 sancì la liberatoria rinascita dell’Italia post bellica.
“Qual é la vera vittoria: quella che fa battere le mani o battere i cuori?” si chiedeva Pier Paolo Pasolini.
“Entrambi: mani e cuori “, ha risposto la Costituzione che ha celebrato i suoi primi ottanta anni fra gli applausi scroscianti, i palpiti dei cuori e soprattutto i consensi sinceri di 15.084 milioni di italiani, pari al 53,23% del totale, che hanno l’hanno difesa e mantenuta inalterata.


