HomeRisvoltiLa doppiezza iraniana sul nucleare che ostacola un vero accordo di pace

La doppiezza iraniana sul nucleare che ostacola un vero accordo di pace

Pickaxe Mountain, la montagna del piccone. E’ il nome in codice del sito nucleare segreto, fra le montagne a 200 miglia a sud di Teheran e nei pressi dell’impianto atomico di Natanz, che rappresenta il principale ostacolo all’accordo di pace fra Iran e Stati Uniti.Pickaxe Mountain

Ad Islamabad l’imminente ripresa delle trattative fra le delegazioni iraniana e americana, data per scontata dopo la tregua in Libano e la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, la tassativa richiesta di Washington di interrompere l’arricchimento dell’uranio e di consegnare i 450 chilogrammi di quello già altamente arricchito, collide infatti con la realizzazione di un nuovo sito sotterraneo a Kuh-e Kolang Gaz, ribattezzata Pickaxe Mountain dall’intelligence Usa.

I quasi mille metri di profondità sotto le montagne di granito del gigantesco sito in costruzione lo rendono invulnerabile, scrive il New York Times, alle bombe da  30.000 libbre, note come Massive Ordnance Penetrator, utilizzate per bombardare nel giugno scorso gli impianti atomici sotterranei di Fordow, Natanz e Esfahan.L'incubo nucleare e la doppiezza iraniana che ostacola un vero accordo di pace

Quando nel 2020 è iniziata la costruzione di Pickaxe Mountain, il governo iraniano ha informato l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica che si trattava di una struttura per la costruzione di nuove  centrifughe, in grado di far ruotare l’uranio ad alta velocità per aumentarne la purezza, in sostituzione degli impianti distrutti da un sabotaggio israeliano. Tuttavia l’ AIEA non ha mai ottenuto l’accesso all’impianto, confermando i sospetti degli esperti che si trattasse  di un sito destinato alla fase più avanzata di arricchimento dell’uranio fino a raggiungere la purezza necessaria per la costruzione di bombe nucleari.

Essenziale ha sottolineato sul New York Times Andrea Stricker, ricercatrice presso la Foundation for Defense of Democracies che “qualsiasi accordo negoziato con l’Iran che ponga fine al conflitto insista sullo smantellamento completo, verificato e permanente di tutti gli impianti di arricchimento”.

Dal punto di vista militare, secondo Stricker per disattivare Pickaxe Mountain sarebbe necessario schierare genieri militari per far saltare in aria l’interno della montagna con esplosivi ad alto potenziale.L'incubo nucleare e la doppiezza iraniana che ostacola un vero accordo di pace

“Se non ci sarà una completa bonifica del programma nucleare iraniano, intendo senza uranio arricchito e senza impianti, si tratterebbe di un’enorme occasione persa”, ha affermato al NYT Michael Makovsky, presidente dello Jewish Institute for National Security of America. L’amministrazione Trump, ha aggiunto, “é consapevole di questo problema e sa che deve essere affrontato”.

Pickaxe non é l’unica struttura sotterranea iraniana che desta preoccupazione: nel marzo 2025, Teheran ha dichiarato all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica di aver costruito un nuovo impianto di arricchimento dell’uranio accanto a quello già attivo ad Isfahan. Ma i funzionari dell’agenzia non sono stati in grado di visitarlo e nonostante i recenti attacchi aerei, molti aspetti rimangono sconosciuti.

Vista la speculare evoluzione delle situazioni con, da parte dell’Iran le enormi distruzioni subite e la crisi economica sul punto di far esplodere nuove rivolte popolari, e da parte degli Stati Uniti l’urgenza di porre fine al conflitto per scongiurare l’effetto domino sui mercati, c’é il rischio che il regime degli ayatollah finga di accettare tutte le condizioni imposte da Washington ed invece segretamente continui a puntare ossessivamente alla realizzazione dell’atomica.

La pace rimane appesa ad un filo sottile. Un apocalittico filo nucleare.

L'incubo nucleare e la doppiezza iraniana che ostacola un vero accordo di pace
Rendering di sito sotterraneo atomico iraniano
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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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