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Trump avrebbe scelto la dottrina militare della resa totale dell’Iran

Stati Uniti pronti al blitz in Iran. Trump avrebbe scelto la dottrina militare della resa totale del regime. L’ennesima svolta a zig zag del tycoon o decisione definitiva ?

Sulla spinta degli unanimi consensi suscitati dal saggio e allo stesso tempo determinato discorso al Congresso di Re Carlo d’Inghilterra, a Washington ritengono che per uscire dalla palude iraniana il Presidente sia questa volta risoluto a “finire il lavoro con Iran”. Ovvero a puntare senza esitazioni a raggiungere l’obiettivo di eliminare definitivamente la minaccia nucleare del regime di Teheran.Trump avrebbe scelto la dottrina militare della resa totale dell'Iran

“Se non rischi nulla, rischi tutto” ripetono alla Casa Bianca, dopo che il tycoon ha avviato una serie di consultazioni con i vertici militari.

Iniziata senza una precisa strategia, la guerra all’Iran per una serie di condizioni temporali e geografiche si é trasformata in una sorta di replica del Vietnam, con la variante di un regime teocratico asserragliato nei bunker sotterranei e che si difende dagli attacchi usando come scudi umani il popolo iraniano.

Ad accelerare la svolta sarebbe stata l’uscita degli Emirati Arabi dall’Opec, un segnale di grande portata che riflette il profondo riassetto strategico in corso in Medio Oriente, e la constatazione che per sbaragliare il regime islamico bisogna snidare i pasdaran.

A cominciare dall’Ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, il comando centrale delle forze armate, ed il Generale Dan Caine, Capo di Stato Maggiore congiunto, Trump ha chiesto dei briefing sui piani di potenziali azioni militari contro l’Iran in modo da superare lo stallo negoziale e sferrare il colpo finale per porre fine alla guerra.

Trump avrebbe scelto la dottrina militare della resa totale dell'Iran
Rendering dell’eventuale sbarco dei Marines sulle coste iraniane

Tra le ipotesi, riferisce il sito Axios, attacchi “brevi e potenti” lungo le coste dello Stretto di Hormuz per riaprire la navigazione commerciale, ed un blitz per mettere in sicurezza l’uranio iraniano altamente arricchito.

Nel cuore di una crisi globale che sta ridefinendo gli equilibri del ventunesimo secolo, il baricentro del conflitto iraniano é assestato sulle rotte strategiche del Golfo.

L’Ammiraglio Cooper ha tenuto un briefing simile alla Casa Bianca il 26 febbraio, due giorni prima che Stati Uniti e Israele lanciassero l’attacco contro l’Iran. La pianificazione presentata a Trump prevede una vasta gamma di obiettivi infrastrutturali su territorio iraniano.

Due gli obiettivi: sbaragliare militarmente il regime sul suo territorio e costringere la Repubblica islamica a trattare senza condizioni sul nucleare.

Trump avrebbe scelto la dottrina militare della resa totale dell'Iran
Rendering dell’eventuale sbarco dei reparti speciali Usa sulle coste iraniane dello Stretto di Hormuz

L’amministrazione americana  ha inoltre pianificato la creazione di una nuova coalizione internazionale per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.

Secondo il Wall Street Journal, l’iniziativa, denominata “Maritime Freedom Construct”, é stata anticipata alle Ambasciate Usa per promuovere l’adesione dei vari governi.

Parallelamente alla salvaguardia della sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, la coalizione guidata dagli Stati Uniti prevede la condivisione delle informazioni, il  coordinamento diplomatico e dell’applicazione delle sanzioni. Trump avrebbe scelto la dottrina militare della resa totale dell'Iran

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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