by Adriana Piancastelli
Negli ultimi anni – eventi importanti, anniversari istituzionali, occasioni care o di rilievo – comparivano dal nulla un motorino e un passamontagna inseguito da qualche ciuffo bianco e due occhi azzurri da bambino.

Gentile, corretto, sorridente, conosciuto e silenzioso: ha sempre preferito parlare con le immagini Umberto Pizzi.
Un passato da fotografo di frontiera e di zone di guerra per quotidiani e riviste internazionali, curioso ma non pettegolo, coraggioso senza essere irriguardoso, pronto al clic senza l’invasivita’ del paparazzo da gossip.
E’ stato presente per amicizia e rispetto anche in avvenimenti tristi e indimenticabili senza gli inseparabili jeans e senza macchine fotografiche per un addio con le lacrime negli occhi ed un abbraccio infinito.
Tanti ricordi e tante pose con sorrisi veri.
Realizzava ogni servizio con intelligenza e con una sensibilità particolare e poi … via in motorino, macchina fotografica al collo, senza superbia e senza cerimonie.
A lui si devono tanti scatti importanti, rimangono memorabili certe inquadrature ironiche e implacabili come un quadro istantaneo, di pranzi, cene o attovagliamenti della “Roma godona”.
Ha amato molto – come ogni grande fotografo – la vita in tutti i momenti e in ogni sfumatura che cercava di fermare nell’obiettivo.
Avrebbe compiuto 89 anni tra pochi giorni, il 7 ottobre. Ha pubblicato i suoi scatti su testate italiane e internazionali, tra cui “Time”, “People Magazine”, “Sunday Express Magazine”, oltre a continuare instancabilmente a collaborare con quotidiani e siti on line.
In Paradiso avrà un gran da fare: occhi aperti sull’azzurro, nuvole e tanta luce, buon lavoro Umberto, saranno ancora scatti bellissimi




