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Adiòs: quel che resta del Venezuela

La vita e la morte si inseguono fra le macerie del devastante terremoto che ha sconvolto il Venezuela.Adiòs quel che resta del Venezuela

Decine di miracolosi salvataggi si alternano a centinaia di ritrovamenti di corpi senza vita. Dopo 86 ore da sepolta viva e 11 ore di scavi, una donna di 60 anni é stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato a Caraballeda, nello Stato di La Guaira.Adiòs quel che resta del Venezuela

Nella vicina cittadina di Macuto, dove i vigili del fuoco italiani hanno individuato una donna e due dei suoi tre figli all’interno di un edificio collassato per il sisma, si continua intanto a scavare senza sosta. Da oltre otto ore, anche quando in Venezuela è piena notte, i soccorritori, che stanno operando insieme con i team dell’Ecuador e dell’Olanda, stanno rimovendo le macerie nel tentativo di raggiungere la donna che continua a rispondere ai segnali inviati dai vigili del fuoco attraverso il geofono. All’esterno sono presenti anche i familiari della donna, che é riuscita a mettere in moto le operazioni di salvataggio grazie a un messaggio WhatsApp inviato a una cugina. Ma la lotta per la vita dei superstiti continuerà fra la sala operatoria di fortuna e le barelle degli ospedali da campo dove saranno ricoverati.

Adiòs quel che resta del Venezuela

A quasi una settimana dai terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che mercoledì scorso hanno colpito il nord del paese, e mentre si susseguono le oltre 430 scosse  di assestamento, i primi bilanci complessivi delle devastazioni, realizzati attraverso immagini satellitari e testimonianze dirette, evidenziano l’enormità del disastro.Adiòs quel che resta del Venezuela

Mentre aumenta di ora in ora il numero delle oltre 1500 finora vittime accertate e delle migliaia di feriti, il dato più agghiacciante é quello dei circa 50 mila scomparsi, cioè degli abitanti delle zone colpite dal sisma dei quali non si hanno più notizie e che si teme siano rimasti travolti dai crolli dei palazzi.Adiòs quel che resta del Venezuela

Le Nazioni Unite stimano in quasi 7 ​​miliardi di dollari i danni subiti da edifici, infrastrutture, veicoli e attività economiche. Circa 200 i palazzi e gli edifici crollati mentre altri 585 sono stati gravemente danneggiati. Colpiti inoltre 38 ospedali, 44 centri commerciali e 1.645 altre strutture.Adiòs quel che resta del Venezuela

Già al limite del collasso per l’agonia economica provocata dai regimi di Chavez e Maduro, col terremoto il Venezuela é letteralmente imploso.

La maggior parte degli interventi di salvataggio viene effettuata da decine di migliaia di volontari internazionali, dalle unità sanitarie ed dai contingenti di soccorso provenienti da El Salvador, Messico, Repubblica Dominicana, Svizzera, Ecuador, Spagna, Cile, Colombia, Argentina, Paesi Bassi, Italia e Stati Uniti già operative sul terreno a poche ore dal sisma.

Per il moltiplicarsi delle scosse di assestamento e l’enorme afflusso di feriti, la situazione in molti ospedali é estremamente critica, in particolare tra Caracas e La Guaira, dove diverse strutture sono alle prese con carenze di acqua, antibiotici, soluzioni per flebo, anestetici.Adiòs quel che resta del Venezuela

L’emergenza sanitaria sta avendo tragiche conseguenze perché il sistema ospedaliero era boccheggiante da anni ed alla mancanza di mezzi e attrezzature sanitarie si aggiungeva un numero di medici insufficiente e in diminuzione, a causa della grande emigrazione verso altri paesi.

Chi sopravvive alle macerie e non viene ricoverato in strutture gestite dalle unità di soccorso estere, rischia di non sopravvivere al disastro di quel che resta degli ospedali venezuelani. Adiòs quel che resta del Venezuela

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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