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Mafia appalti: archiviazioni double face

Archiviazioni double face su tutti i fronti: quello sulle presunte connessioni dell’inchiesta mafia appalti con le stragi Falcone e Borsellino e quello del presunto favoreggiamento aggravato nei confronti di cosa nostra degli ex Procuratori Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli.

Archiviazioni con una certa dose di quella che negli ambienti giudiziari  viene definita in cauda venenum, con un retrogusto che potrebbe apparire cioé velenoso.

Per quanto riguarda gli scenari dell’inchiesta mafia e appalti, scrive nell’archiviazione il Giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, Santi Bologna, prima Giovanni Falcone e poi, dopo la sua morte, Paolo Borsellino erano intenzionati ad andare a fondo per smascherare le infiltrazioni delle cosche nei lavori pubblici. Lo dimostrano il loro lavoro. Lo dimostrano le tante dichiarazioni pubbliche rese. Entrambi operavano in un clima di ostilità ed emarginazione: furono cioè lasciati soli dai colleghi. Un contesto nell’ambito che del quale sarebbero maturate le stragi in cui persero la vita, afferma il Gip nelle conclusioni di oltre 600 pagine con le quali archivia il filone di inchiesta contro ignoti sulle stragi di Capaci e Via d’Amelio. Filone  che vedeva proprio nel dossier mafia – appalti il ​​movente dell’uccisione di Falcone e Borsellino.

Mafia appalti: archiviazioni double face
Il rapporto mafia appalti del Ros dell’Arma dei carabinieri

Il provvedimento, con il quale il giudice, accoglie la richiesta di archiviazione della Procura di Caltanissetta, chiude questo capitolo perché “gli elementi acquisiti non consentono l’iscrizione di alcun soggetto e di conseguenza non consentono di formulare alcuna ragionevole previsione di condanna”.

”E’ quasi superfluo ribadire – evidenzia tuttavia il Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca –  che la richiesta di archiviazione non costituisce la fine delle indagini sulle stragi del 1992, in relazione alle quali tutti i filoni rimangono aperti con indagini in corso”.

“Del resto – aggiunge De Luca -,è proprio l’insegnamento di Falcone che sottolinea l’importanza strategica della archiviazione e della successiva riapertura delle indagini, soprattutto in materia di criminalità organizzata (ed ancora di più, ritiene la Procura, in relazione alle stragi), nell’ambito della quale é molto probabile il sopraggiungere di nuovi elementi o spunti di indagine” .

Mafia appalti: archiviazioni double face
Salvatore De Luca

Viene archiviato invece per la prescrizione del presunto reato contestato – il favoreggiamento aggravato – il procedimento aperto a carico degli allora Procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e sostituto procuratore dei Palermo Gioacchino Natoli , indagati per l’ipotesi di reato di aver insabbiato il dossier mafia – appalti nell’interesse di imprenditori vicini a Cosa nostra. Natoli rispondeva anche di calunnia, ma per il Gip mancherebbe il dolo.

Il Gip tuttavia non risparmia bordate definendo “anomalo” il modo in cui gli indagati trattarono i procedimenti aperti sulle mani delle cosche nelle grandi opere pubbliche. E nel quasi enciclopedico provvedimento d’archiviazione non mancano stoccate anche a un altro all’epoca dei fatti ex sostituto procuratore palermitano, Roberto Scarpinato, attuale Senatore del M5s e componente della commissione Antimafia.

Roberto Scarpinato

“Doverosa la segnalazione – scrive infatti il Gip Santi Bologna – dell’attività depistante posta in essere dal senatore Scarpinato nei confronti del dottor Natoli”.

Bologna sottolinea inoltre quelle che definisce le “relazioni ambigue di alcuni magistrati della Procura di Palermo di quegli anni, emblematicamente retta dal Procuratore capo Giammanco e della cattiva gestione di alcuni procedimenti che toccavano i più vitali interessi della criminalità organizzata in relazione al settore degli appalti “.

Parole destinate a trasfigurare nell’immaginario collettivo un atto dovuto d’archiviazione in  subliminali, ma mediaticamente sostanziali argomentazioni accusatorie nei confronti di indagati che nei fatti vengono contestualmente prosciolti dalle accuse.

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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