Raramente le commemorazioni coincidono con l’importanza per l’attualità, come nel caso di Carlo Azeglio Ciampi.
In uno dei frangenti più delicati e travagliati dell’Italia, con il Governo in difficoltà, impegnato da un lato a fronteggiare il marasma sociale ed economico provocato dalla pandemia, e dall’altro lato in bilico fra le tensioni della maggioranza e l’assedio delle opposizioni, sono in molti a sottolineare l’esempio rappresentato dall’incarico di Presidente del Consiglio affidato nel 1993 all’allora Governatore della Banca d’Italia Ciampi.

Come sottolinea il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’intervista rilasciata a Marzio Breda e pubblicata dal Corriere della Sera nei giorni successivi la sua scomparsa il 16 settembre del 2016 con il titolo «Ciampi tecnico e politico ci salvò»: “Quando, nella primavera del ’93, il presidente Scalfaro decide di chiamarlo a Palazzo Chigi e si forma il governo Ciampi, l’Italia attraversa uno dei momenti più drammatici della storia recente, tra inchieste giudiziarie, delegittimazione della dirigenza politica, attentati di mafia e rischi di destabilizzazione della lira. La risposta del governo “tecnico” di Ciampi fu felicemente molto “politica”: non soltanto salvando il Paese dalla bancarotta, ma affrontando i problemi del momento, raggiungendo un accordo tra le parti sociali e permettendo il varo della nuova legge elettorale, assicurando così una transizione pacifica verso nuovi assetti politici, richiesti con evidenza dal referendum popolare”.



