Maggioranza destrutturata per una svolta di Governo

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Maggioranza destrutturata per una svolta di Governo
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Maggioranza destrutturata e svolta di Governo in progress. Dopo le forche caudine del Mes al Senato, dove oltre al semaforo verde al Premier conterà anche se e di quanto verrà superata la soglia della maggioranza autosufficiente per il Governo dei 161 senatori, l’esecutivo dovrà superare le rapide della legge di Bilancio e soprattutto la cascata della cabina di regia operativa per la gestione dei miliardi del recovery plan.Maggioranza destrutturata per una svolta di Governo

Mentre sulla sponda destra sono attestati Matteo Salvini, Giorgia Meloni e parte di Forza Italia, sull’argine sinistro dell’impetuoso fiume parlamentare ad attendere al varco il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sono più numerosi e paradossalmente più agguerriti gli esponenti della stessa maggioranza: i renziani, il Pd al completo, e variamente mimetizzati i Cinque Stelle di Luigi Di Maio, di Alessandro Di Battista e di Davide Casaleggio.Maggioranza destrutturata per una svolta di Governo

Secondo il tam tam politico e degli ambienti economici, per una svolta lampo di Governo di garanzia per la gestione del recovery plan, per l’uscita dall’emergenza della pandemia  e l’avvio della ricostruzione del Paese, è essenziale un accordo preventivo fra i partiti per una premiership all’altezza della critica situazione che erediterà e che contemporaneamente abbia esperienza e credibilità internazionali.

L’eventuale, e a causa della pandemia, rapidissima crisi di Governo potrebbe essere aperta cioè solo in presenza di un accordo preventivo sull’assetto del nuovo governo, in modo da consentire al Presidente della Repubblica di constatare l’esistenza e la consistenza di una maggioranza parlamentare in grado di assicurare la fiducia del Parlamento al costituendo esecutivo.Maggioranza destrutturata per una svolta di Governo

L’identikit del Premier, sul versante internazionale, è sovrapponibile a Mario Draghi e a Ignazio Visco, mentre sul versante politico potrebbe coincidere con Nicola Zingaretti o Dario Franceschini, e potrebbe prevedere la Vicepresidenza del Consiglio per Di Maio.

In attesa dell’autoanalisi europeista del Movimento 5 Stelle e di Forza Italia, ma anche delle contromosse di Giuseppe Conte che non intende affatto farsi mettere da parte, i leader e i vertici istituzionali attendono il tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un intervento davvero cruciale e di eccezionale rilevanza costituzionale in uno dei momenti più delicati e difficili attraversati dall’Italia nei 75 anni di storia della Repubblica.

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