Trump l’apostata. Nulla di nuovo sul fronte dell’infinita lista di attacchi del tycoon a leader, paesi, popoli ed sponenti politici ? No, questa volta l’imprevedibilità spesso tacciata di sintomatologia schizofrenica paranoide del 47° Presidente manda letteralmente all’aria l’intera storia degli Stati Uniti e rinnega in blocco i principi fondamentali della Costituzione americana: l’affermazione e la difesa della libertà e della democrazia. L’attacco frontale a Zelensky segna il punto più basso, e purtroppo difficilmente recuperabile con le giravolte senza dignità di Trump, dell’attuale amministrazione americana ed allontana gli Stati Uniti dall’insita attitudine costituzionale della ricerca della pace per concentrarsi senza ritegno sulla conclusione di accordi commerciali con la Russia di Putin. Un autentico patto col diavolo, evidenzia la stampa statunitense, e in particolare il Washington Post, che sottolinea come le nuove minacce rivolte a Zelensky superino per gravità e pericolosità anche l’indegna aggressione verbale compiuta nei confronti del Presidente ucraino nello Studio Ovale subito dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca nel 2025, e vanifichino 18 mesi di sforzi europei per persuadere Trump a mantenere il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina e la pressione sulla Russia.
Rendering delle minacce di Trump a Zelensky
Il presidente Donald Trump ha accusato il leader ucraino Volodymyr Zelensky di aver alimentato il conflitto tra il suo paese e la Russia e ha affermato che dovrebbe essere sostituito.
“Zelensky avrebbe potuto risolvere questa guerra molte volte, moltissime volte. E ha scelto di non farlo”, ha detto Trump, aggiungendo di essere contrariato dalla decisione dell’Ucraina di colpire le raffinerie russe. “Penso che sia ora che l’Ucraina abbia un nuovo presidente”.
Queste dichiarazioni sono giunte all’indomani delll’annuncio da parte di Trump di un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per la fornitura di gasolio russo al mercato globale. L’accordo potrebbe in qualche modo contribuire a ridurre i prezzi, ma di fatto allinea Washington con Mosca e la pone contro l’Ucraina e i suoi bombardamenti delle infrastrutture energetiche russe.
In vista delle elezioni di metà mandato del mese prossimo, Trump si è concentrato maggiormente sul prezzo del diesel, dato che, secondo i sondaggi, l’alto costo della vita è una delle principali preoccupazioni degli elettori.
L’accordo con la Russia è stato ampiamente criticato anche dagli alleati che si sono adoperati per sanzionare la Russia, dai democratici e dall’ex vicepresidente di Trump, Mike Pence, che lo ha definito un “tradimento” dell’Ucraina, che continua a registrare vittime e disagi dall’invasione russa.
“La decisione del Presidente Trump di revocare le sanzioni sul carburante russo, nonostante i continui e brutali attacchi di Putin contro obiettivi civili in Ucraina, non ha senso ed é un tradimento dell’eredità e della leadership del defunto senatore Lindsey Graham”, ha scritto Pence.
Donald Trump e Mike Pence
La Russia ha lanciato la sua guerra contro l’Ucraina nel 2022 e gli Stati Uniti e i loro alleati europei si erano schierati pubblicamente a sostegno dell’Ucraina contro l’aggressione del paese vicino. Ma l’alleanza si è fatta più fragile sotto la presidenza Trump, che ha spesso mostrato pubblicamente frustrazione nei confronti di Zelensky e relativa simpatia per Putin.
Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha risposto a Trump sui social media, ribadendo che Zelensky “guida la nostra nazione in un momento di guerra: una guerra per l’indipendenza, la libertà e la dignità”.
“Ha il sostegno del popolo ucraino, e il popolo ha il diritto di decidere”, ha aggiunto. “Le dichiarazioni provenienti dall’estero non fanno altro che confermare che sta svolgendo bene il suo lavoro. Merita sostegno.”
Trump ha giustificato le sue critiche a Zelensky come legate alle priorità interne degli Stati Uniti.
«Vuole creare problemi al mondo. Vuole creare problemi ai nostri agricoltori, ai nostri allevatori… perché la Russia fornisce una grande parte del gasolio in tutto il mondo», ha detto Trump. «E noi gli abbiamo detto: “Fai quello che vuoi, ma non colpire il gasolio perché c’è un grosso problema, una grave carenza”. E cosa fa? Va e colpisce il gasolio».