“Operazione standard” é l’unico commento che trapela dal Gemelli al termine dell’intervento chirurgico al quale é stato sottoposto Papa Leone XIV .

E’ il bollettino ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede, diffuso in tarda serata a rendere noto che al Papa “è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro e che l’esame istologico ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori”.
“Il Santo Padre – aggiunge il Bollettino vaticano – stato in sala operatoria per circa 90 minuti. L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze. Dopo l’intervento il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato dopo un breve periodo di osservazione nella sua stanza al 10 piano.”
Il bollettino medico é firmato dal dottor Luigi Carbone, Direttore della direzione di Sanità e Igiene dello Stato della Citta’ del Vaticano, e dal Professor Stefano Margaritora che ha guidato l’équipe chirurgica, coadiuvato dalla professoressa Elisa Meacci, dalla dottoressa Maria Teresa Congedo, e dal dottore Leonardo Petracca Caravella. L’équipe anestesiologica era composta dal professore Massimo Antonelli, dal dottore Giovanni Punzo e dal dottore Giuseppe Bello.
Ad incardinare l’operato dell’equipe chirurgica é stato dunque l’esito della biopsia e dell’esame istologico immediati che hanno evidenziato natura e dimensioni del lobo polmonare destro da asportare.

L’intervento è stato eseguito con la tecnica mini invasiva della videotoracoscopia: delle piccole incisioni nel torace, tra le costole, attraverso le quali con un sondino chirurgico si é proceduto alla segmentectomia, la resezione del nodulo polmonare, e alla successiva rimozione dei linfonodi attorno ai bronchi e alla trachea.
Per stabilire il decorso, le prossime 24-48 ore sono le più delicate per il Papa. E’ l’esame istologico dei linfonodi a determinare il completo successo dell’intervento. Se i linfonodi risultano negativi, e non vengono riscontrate quelle che in gergo si definiscono infiltrazioni, l’intervento può considerarsi risolutivo e non sarà necessaria una chemioterapia aggiuntiva, ma solo dei controlli periodici per alcuni anni.
Si prevede che, dati tutti i parametri fisici ottimali del Pontefice, la degenza ospedaliera e il recupero possano durare meno dei previsti sette giorni. Si spera anzi che nelle prossime ore il Papa possa alzarsi e camminare. Cosa impossibile quando in interventi analoghi, senza tecnica mini invasiva, era necessario aprire il torace.
In Vaticano non viene esclusa la possibilità che domenica prossima Leone XIV reciti l’Angelus da una finestra del decimo piano affacciata sull’atrio dell’ingresso del Gemelli, come in passato fecero Wojtyla e Bergoglio.
Mentre l’intervento era in corso in tutto il mondo la Chiesa si è stretta in preghiera intorno al Papa. Da Roma al Giappone, dall’Africa all’America Latina, si sono moltiplicate iniziative di di preghiere per accompagnare e sostenere il Pontefice in queste ore delicate.
Nella Cappella San Giovanni Paolo II del Gemelli, l’ospedale che Woityla definì il “Vaticano tre” il Cardinale vicario Baldassare Reina ha presieduto la recita del Rosario alla quale si sono unite tutte le parrocchie e comunità di Roma.
A pregare per il Pontefice sono stati in particolare i due Vescovi che Leone XIV ha provveduto a nominare in mattinata prima di ricoverarsi: il brasiliano Mons. Francisco Cota de Oliveira e Mons. Miguel Ángel Martínez Méndez, del Guatemala.


