In dieci fatidici giorni, dal destino del Pontefice il Vaticano e la cristianità sono passati al Papa del destino, “rieletto” alla prospettiva di un lungo e significativo pontificato.
Gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sui linfonodi asportati durante l’intervento chirurgico a Papa Leone XIV hanno confermato che la resezione dell’adenocarcinoma localizzato nel lobo inferiore polmonare destro é stata netta e non vi sono infiltrazioni. La conseguente valutazione oncologica evidenzia che non é necessaria alcuna ulteriore terapia.

Lo comunica il bollettino medico della Sala Stampa Vaticana che ha fatto il punto sul decorso postoperatorio del Pontefice. Gli accertamenti hanno confermato che la malattia era circoscritta.
Si é sviluppata dunque nell’arco di dieci giorni la vicenda clinica che ha portato Papa Leone a sottoporsi al delicato intervento chirurgico al Policlinico Gemelli. Un intervento pienamente risolutivo, cinque giorni di ricovero, e un recupero postoperatorio giudicato più che positivo.

L’ultima comunicazione firmata dal Direttore della direzione di Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano, Luigi Carbone e dal professor Stefano Margaritora, il chirurgo che ha operato il Papa, aggiunge un elemento decisivo sul quadro clinico. Resta la convalescenza, con una ripresa graduale degli impegni in funzione delle indicazioni sanitarie.

In realtà, apparso in buona forma all’ Angelus del giorno dopo le dimissioni dal Gemelli e all’udienza generale del mercoledì, nel corso della quale ha attraversato piazza San Pietro a bordo dell’auto scoperta, il Papa ha già ripreso gli impegni a pieno ritmo. Il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, previsto dal 6 al 17 novembre, e fortemente voluto dal Pontefice é ulteriormente confermato, ma l’organizzazione delle varie tappe e degli appuntamenti resta legata alla valutazione delle condizioni e dei tempi di recupero.


