A Washington stanno per prendere il via i lavori per la costruzione dell’imponente arco di trionfo del Presidente Donald Trump, alto 76 metri, che sorgerà tra il Lincoln Memorial e il Cimitero Nazionale di Arlington.
Seguendo la prassi trumpiana del compiere in ogni caso il primo passo, gli scavi preparatori della costruzione iniziano, entro due settimane, senza che il progetto abbia ancora ricevuto l’approvazione definitiva dalla National Capital Planning Commission, che valuta i progetti edilizi sui terreni di proprietà federale a Washington, né abbia completato la procedura di valutazione prevista dal National Historic Preservation Act.
“Sarà uno dei grandi capolavori dell’architettura americana, degno della capitale più potente del mondo “, ha dichiarato senza arrossire il Segretario agli Interni Doug Burgum che ha pubblicato dei modelli artistici e un rendering che mostra l’imponente arco bianco con dettagli dorati, e con la scritta “One Nation under God”. Sulla sommità si erge una figura dorata simile alla Statua della Libertà attorniata da aquile dorate con le ali spiegate.
Senza scomodare gli esperti, l’unico evidente trionfo é senza ombra di dubbio quello del più aberrante kitsch.
Il Trump’s triumphal arch é soltanto uno dei numerosi progetti che il 47° Presidente degli Stati Uniti ha realizzato o sta portando avanti per “lasciare un’impronta indelebile”: dalla ridenominazione e la ristrutturazione del Kennedy Center, alla costruzione di una nuova, enorme, sala da ballo alla Casa Bianca, dal progettato inserimento della sua effige scolpita sul monte Rushmore, accanto a quella degli storici Presidenti Usa, al restauro della Reflecting Pool del Lincoln Memorial.


