Nuovi lampi di guerra in Medio Oriente. Dopo un mese di stop ai raid contro l’Iran, gli Stati Uniti hanno bombardato l’isola di Larak.
Teheran ha risposto con il lancio di otto missili, tutti intercettati, contro le basi Usa di Aqaba Muwaffaq Salti, in Giordania e con un attacco di decine droni alla base militare statunitense di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti.
Rendering degli attacchi incrociati fra Usa e Iran
Il Comando centrale americano ha definito l’attacco alle postazioni di pasdaran sull’isola di Larak “un’azione limitata e difensiva contro unità impegnate nella posa di mine e che rappresentavano una minaccia imminente nello stretto di Hormuz.” L’attacco è stato enfatizzato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha postato sul social un post con un filmato generato dall’intelligenza artificiale e la scritta “Kharg Island ridotta in mille pezzi!”.
In un’intervista all’emittente televisiva Fox New, Trump ha definito i vertici iraniani “persone molto violente e malvagie” che solo quest’anno hanno massacrato 52 mila manifestanti ed ha ribadito che all’Iran non potrà mai essere consentito di dotarsi di armi nucleari. Perché, ha specificato, se Teheran fosse riuscita a ottenere un’arma nucleare, l’avrebbe utilizzata, con conseguenze potenzialmente devastanti per il Medio Oriente. Secondo il Presidente, Israele sarebbe stato distrutto e successivamente anche gli Stati Uniti o l’Europa avrebbero potuto essere colpiti.