by Santina Romei *

“E se respiro ancora
è perché mi hai insegnato tu
come si fa”
Maria Rita Parsi ha preso i nostri cuori stropicciati e li ha amati: questo era per me, per noi, per tutti coloro che l’hanno conosciuta.
Una madre dell’anima come la definiscono i versi della poesia che Fabio Salvatore le ha dedicata.
Come diceva sempre, “io vi do gli strumenti” per conoscervi e per conoscere la vostra vita, che a volte, non è un dono, ma è questa e dobbiamo fare il meglio che possiamo.
E voleva che a modo nostro, con le nostre parole, quegli strumenti fossero utilizzati per aiutare chi ci è vicino.
Empatia, compassione, amore per il prossimo. Ma prima di tutto, amore per noi stessi per il valore immenso del nostro cuore e della nostra mente.
Era un’insegnante, nel senso che insegnava a decifrare la vita. Non solo a me, ma a tutti quelli che per qualsiasi motivo si avvicinassero a lei, nel corso di una conferenza, di una trasmissione televisiva, di un incontro fortuito.
Spiegava, con cura, con attenzione, con dedizione. A me spiegava le poesie, che adorava. Che scriveva fin da piccola. E che io non capivo perché le metafore non mi appartengono.
Il mondo sarà più solo senza la sua coscienza, senza la sua voce che era pura dolcezza o coltello nel cuore per coloro che riteneva malefici. O forse tutto il mondo no, ma il mio sicuramente sì.
Amava i gatti, da loro aveva imparato l’ascolto, l’attenzione al dettaglio, l’amore per la libertà, la libertà di amare secondo il proprio cuore.
Non giudicava mai, in nessun modo, nessuno. Ringraziava sempre, la sua sete di conoscere, imparare era unica. La cosa che la infastidiva di più era l’ipocrisia e l’ingratitudine. 
Non era credente in senso letterale, ma credeva in un amore più grande che governa l’universo. Era devota ad alcuni Santi, tra i quali San Pio,e ripeteva sempre la frase di Santa Maria Teresa di Calcutta: “Il giorno più importante della mia vita è oggi: ieri è passato e domani deve ancora venire.”
Il suo sorriso era un balsamo per i cuori, cuori che lei sapeva cogliere con cura, accarezzare e proteggere.
Ma più di tutto e su tutto, amava i bambini, la loro anima, la loro innocenza, creatività, il loro cuore puro che meritano tutte le possibilità emotive e materiali per vivere in pienezza. Per loro avrebbe spostato il mondo.
“…oggi il cielo non è più un’idea
ma tutto ciò che ci hai dato
non è finito.
È diventato osso,
respiro,
coscienza…”

*Santina Romei dirigente dell’Ufficio Stampa del Parlamento Europeo
