Manca solo la celebre colonna sonora del compositore austriaco Max Steiner e poi tutti i retroscena di quello che parlamentari, sismologi, tecnici, magistrati contabili e ambientalisti considerano lo scandaloso caso del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina potrebbero dar vita ad un nuovo film della serie “Scandalo al sole”.
Il Ponte continua intanto ad esistere solo sulla carta, perché il decreto infrastrutture approvato in via definitiva dalla Camera certifica che i fondi slittino di quattro anni e che l’inizio della realizzazione del progetto, contestato da più parti, sia rimandato a metà della prossima legislatura.
Più che un rinvio per l’opposizione parlamentare si tratterebbe di una scomparsa: “il Ponte é di fatto morto” affermano il Senatore Antonio Nicita e il deputato Marco Simoni, parlamentari del Pd.

Nicita, economista e vice presidente del gruppo del Pd al Senato, spiega che “i 700 milioni previsti per il 2025 non sono stati spesi. Con i commi 8, 9 e 17 dell’art. 1 del DL Infrastrutture, il Governo sposta 2,787 miliardi dal 2026-2029 al 2030-2034, dirottandoli in larga parte sull’esposizione debitoria della Rete Ferroviaria italiana ed a queste somme – prosegue Nicita – si aggiungono i 780 milioni già rinviati dalla manovra 2026 al biennio 2032-2033. In totale, sono oltre 3,5 miliardi fittiziamente spostati contabilmente ad oltre la metà della prossima legislatura e oggi spesi per altri interventi.”
Per il pentastellato on. Agostino Santillo “ il decreto rappresenta la certificazione che il Ponte non si farà mai”.

Rincara la dose il capogruppo dem in Commissione Trasporti della Camera, e Segretario del Pd siciliano Antony Barbagallo: ”Continuano i sotterfugi per evitare il bando di gara pubblica. Ormai sono stati superati i dieci decreti ed il Governo continua ad aggirare le prescrizioni della Corte dei Conti e dell’Autorità nazionale anticorruzione “.
Il costo complessivo del progetto rimane stimato in circa 14, miliardi di euro, ma rimangono ancora inevasi i rilievi ANAC sulla necessità di una nuova gara e quelli sul rischio sismico.
“Siamo al Ponte boh, sulla pelle di siciliani e calabresi ai quali sono stati sottratti ingenti risorse, nonché sulla pelle dell’intero paese ” denuncia il Senatore Antonio Nicita.
Sospeso fra incognite e rischi, il Ponte sullo stretto di Messina rimane uno dei progetti che suscitano le maggiori perplessità tecniche .





