L’occhionero del cyberspionaggio

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Portano molto lontano le trame del clamoroso  cyberspionaggio scoperto a Roma locchionero-del-cyberspionaggio1

Il buco nero del cyberspionaggio, smascherato a Roma dagli  investigatori del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale, si presta a molteplici analisi.

La valutazione più evidente è che si tratta di un’altra dimostrazione di quanto sia efficiente la prevenzione sistematica, i controlli a tappeto della Polizia di Stato. Come quelli  che a Sesto San Giovanni hanno determinato l’individuazione del terrorista dell’attentato della vigilia di Natale a Berlino.

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Botnet Eye Pyramid usata per spiare politici Forze dell’ordine cardinali e imprenditori

La seconda considerazione analitica rischia di perdersi nei meandri delle sponde atlantiche. Con l’aggiunta di una spirale tutta interna alla intelligence community Usa, alla rivalità fra le varie agenzie di sicurezza e al travaglio che proprio su queste problematiche sta evidenziando la transizione fra Obama e Trump.

Botnet Eye Pyramid usata per spiare politici e imprenditori
Francesca Maria e Claudio Occhionero

L’ingegnere nucleare Giulio Occhionero e la sorella Francesca Maria, arrestati per avere impiantato un sofisticatissimo network di cyberspionaggio, sono sconosciuti al mondo degli hacker e potrebbero essere  dei contractors, dietro i quali vi sarebbero degli sponsor.

Alla vicenda insomma mancherebbero ancora vari pezzi. Mentre, nonostante l’apparenza, la personalità più interessante fra i due arrestati potrebbe rivelarsi quella  di Francesca Maria Occhionero.

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