Prima di succedere al padre come guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei é sopravvissuto a due bombardamenti.
Lo ha rivelato Mohsen al-Haidari, alto esponente dell’Assemblea degli esperti iraniani, in una intervista all’emittente del Qatar Al-Araby.
Mohsen al-Haidari
Dopo essere rimasto ferito il 28 febbraio, nel bombardamento della sede dove si trovava la Guida Suprema Ali Khamenei, il figlio Mojtaba venne ricoverato in un ospedale di Teheran, che venne individuato e bombardato da israeliani e americani all’inizio del conflitto contro l’Iran.
Estratto in gravi condizioni da sotto le macerie dell’ospedale, Mojtaba Khamenei é sopravvissuto a vari interventi chirurgici e – ha ricostruito nell’intervista l’esponente del clero iraniano – dopo che il Presidente degli Stati Uniti ha minacciato ritorsioni nei suoi confronti é stato eletto a stragrande maggioranza quale nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica.
Mojtaba Khamenei con alle spalle il padre Alì
Il religioso ha inoltre rivelato dettagli sulla sessione che ha proceduto all’elezione, specificando il ruolo dell’Assemblea degli esperti e del comitato segreto incaricato di valutare le personalità idonee ad assumere la carica di Guida suprema. Il nome di Mojtaba è stato proposto per la prima volta nell’Assemblea, per sfidare il Presidente americano che aveva messo in guardia contro l’elezione del figlio di Ali Khamenei.
Al-Haidari ha affermato che Mojtaba Khamenei non é stato informato della selezione fino alla dichiarazione dell’Assemblea degli Esperti trasmessa via radio, poiché – ha affermato – non è previsto che la Guida Suprema venga consultata se é stata scelta dall’Assemblea degli Esperti, ma egli deve, “legalmente e religiosamente”, accettare la responsabilità.
La votazione si è svolta a scrutinio segreto e Mojtaba Khamenei ha ottenuto 50 voti su 59, contro gli otto voti dello sceicco Al-A’rafi, mentre un membro si è astenuto.
Mojtaba Khamenei
Nell’intervista il religioso iraniano ha ammesso tuttavia che, per la delicatezza delle condizioni di salute del leader ferito, il Consiglio degli Esperti non si è ancora incontrato con la nuova Guida Suprema dalla sua elezione, anche a causa di circostanze di sicurezza, sottolineando che i membri del consiglio e la nuova Guida Suprema sono ancora a rischio ed è nell’interesse del consiglio non tenere un incontro allargato tra di loro finché i contatti o gli incontri individuali possono essere condotti in segreto.