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Non si é mai abbastanza adulti per perdere un genitore

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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by Adriana Piancastelli

La verità é che non si é mai abbastanza adulti per perdere per sempre un genitore.

Non si é mai abbastanza cresciuti per lasciare quella dimensione di figlio che regala una briciola di spensieratezza dolce e di giovinezza persino con i capelli tutti bianchi.Le parole della madre – Guida Editori

Il bel  libro di Gian Paolo Porreca – “Le parole della madre” – é pieno di amore e di sofferenza consapevole per una mamma 94enne  assistita con tutto l’affetto di un figlio e con la lucida competenza tecnica e professionale di primario cardiologo e chirurgo vascolare.

E’ la cronaca di tre mesi di cure, di ricordi, di case, di glicini infiniti, di profumi,  di un tempo breve e lunghissimo che in meno di novanta giorni condensa questi ultimi settantacinque anni – dagli anni cinquanta ad oggi – in un elastico lungo senza inizio né fine.

Gian Paolo Porreca

Paolo  (per tutti) Porreca é medico molto bravo, scrive con il cuore e con la mente, è docente universitario, ciclista appassionato, padre e amante di quella terra campana da cui proviene che si stende tra Sessa Aurunca, Scauri e Baia Domizia, felicissima negli anni ’60 prima degli abusi edilizi e delle imposizioni dei  nastri d’asfalto.

E ‘ stato chirurgo d’urgenza al Monaldi a Napoli e Docente di Medicina Vascolare, é giornalista, ha scritto di sport (ciclismo come detta il cuore) e di camici bianchi, ma con “Le parole della madre” ha trovato la chiave magica per descrivere con un amore immenso ed una competenza professionale gli ultimi giorni di vita di una mamma molto amata.

Una donna straordinariamente lucida nonostante l’età e la malattia, dolcemente bambina nelle domande reiterate che fanno tutte le mamme a un certo punto della vita “Quando torni” ? , “Ci vediamo domani” ?, con  la consapevolezza dello scivolare del tempo verso la fine che non ha mai regalato disperazione alla vita dei giorni rimasti. Non si é mai abbastanza adulti per perdere un genitore

“Ripassi più tardi?” o “Non mi fare male quando mi medichi” non sono state preghiere o implorazioni, ma parole vere, frasi quotidiane che hanno dipinto nel figlio l’immagine bellissima de “… io sono al massimo un guardiano del tuo autunno spento.”

Restano i ricordi in quelle case grandi in certi paesi in cui la bellezza é fatta di vento, di rami di glicine, di odori di cespugli, di quadri grandi e abat jour piccoli di seta beige: Carano piena di ginocchia sbucciate, corse in bicicletta, stelle ed estati su capelli biondi.

Forse l’età della solitudine vera inizia con la morte di una madre, senza retorica e senza apoteosi : solo la consapevolezza che nessuno saprà leggere in un cuore anche le parole mai dette.Non si é mai abbastanza adulti per perdere un genitore

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Adriana Piancastelli
Adriana Piancastelli
Senior Osint and Media Analyst. Ha praticato il mondo delle investigazioni e dell’intelligence. Appassionata di mare cani rock e figlia non necessariamente in quest’ordine.
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