by Gianfranco D’Anna
Come sempre ha sbaragliato l’audience serale, anche post mortem, incollando milioni di telespettatori davanti alle edizioni straordinarie dei Tg e dei programmi speciali trasmessi sull’onda dell’enorme emozione e del cordoglio per la scomparsa del mitico e leggendario Pippo Baudo.

E’ ultimo miracolo del più grande dominus dell’etere italiano, della Rai e delle Tv private. Un destino totalizzante quello di Baudo confermato dalla constatazione che se n’é andato a reti unificate, rigorosamente il sabato sera, da protagonista assoluto della gloriosa epopea della televisione.
Ora tutti lo celebrano e lo piangono all’unisono, pubblicano foto assieme a lui, trasmettono interviste, rilasciano commossi ricordi.
Anche coloro che invece di onorarlo, per il preziosissimo e insostituibile ruolo che con l’avanzare dell’età aveva acquisito, quello di enciclopedico testimone dei successi e delle glorie della Rai e dell’etere, lo avevano impietosamente tenuto lontano dagli studi e dai programmi televisivi, brulicanti invece di giornalisti ultraottantenni e conduttrici 75enni. Stagionati sì, ma di regime. Mentre Baudo é sempre rimasto un indomito spirito libero e caustico, cattolico e democristiano nell’animo. 
Lacrime di coccodrillo imperdonabili, perché assieme al Pippo nazionale, l’Italia dà probabilmente l’addio per sempre allo stile originario di una tv cult e pop, servizio pubblico e maestra di vita, che ha accompagnato per mano il Paese dal boom economico alla rivoluzione del web.
I suoi saranno molto più che funerali di stato, delle autentiche esequie nazional popolari. E non é un caso che a dispetto delle esaltazioni postume e quasi a voler marcare le distanze, verranno celebrati mercoledì pomeriggio nel Santuario di Santa Maria della Stella di Militello in Val di Catania, il santuario ed il paese natale ai quali Pippo Baudo era legatissimo perché nella tomba di famiglia riposano i suoi genitori e qui ha frequentato le elementari, da chierichetto ha aiutato a servire la messa e ha mosso i primi passi da presentatore e showman. Come dire all’intero odierno tv system: non mi avete voluto fino in fondo da vivo, non mi avrete da morto.


