Trump c’é ricascato o Putin ha paura dei Tomahawk e cerca un compromesso?
Interrogativi che probabilmente hanno la stessa risposta: il Cremlino ha abbagliato la Casa Bianca col miraggio di un nuovo clamoroso successo dopo Gaza, per scongiurare che si impegnasse a fornire i missili a lunga gittata all’Ucraina. Missili che farebbero crollare lo spasmodico sforzo militare russo, trasformandolo in un disastro fatale per Putin.

Sostanzialmente, il solo fatto di discutere dei missili Tomahawk ha costretto il Cremlino a riprendere il dialogo con gli Stati Uniti, é l’analisi ampiamente condivisa dalle intelligence occidentali e dagli esperti di strategie militari.
L’entrata a gamba tesa del Presidente russo, a poche dall’arrivo a Wanshington di Zelensky, per il decisivo vertice con Trump sulle modalità di fornitura dei Tomahawk a Kyiv, rappresenta un palese tentativo di disinnescare sul nascere una tale eventualità, che creerebbe lo scompiglio nella già farraginosa catena di rifornimenti di Mosca per le truppe d’invasione e arrecherebbe considerevoli danni all’industria bellica di Mosca.
Oltre a offrire non si capisce ancora bene quali nuove chance per avviare negoziati, Putin nelle due ore di colloquio telefonico con Trump ha insistito sul fatto che la consegna dei Tomahawk creerebbe tutta una serie di nuovi rischi e ostacoli insormontabili alla ripresa delle relazioni tra le due superpotenze.

Dall’esito dell’incontro odierno fra il Presidente americano e Zelensky si comprenderà quali effetti hanno prodotto le parole del leader del Cremlino sul tycoon e su quali basi concrete, rispetto alla messinscena di Anchorage, dovrebbe svolgersi a Budapest il nuovo incontro fra Trump e Putin.
A far già dubitare delle intenzioni di Mosca sono gli imperterriti bombardamenti notturni russi, concentratisi in particolare sulla città di Kryvyi Rih, nell’oblast di Dnipropetrovs’k, sottoposta a un massiccio attacco da parte dei droni Shahed. Prova evidente che come al solito quando si tratta dell’Ucraina, Putin fa l’esattamente il contrario di quello che promette.
Nonostante il miracolo di aver convinto Benjamin Netanyahu ad interrompere l’offensiva a Gaza, ed i terroristi di Hamas a liberare gli ostaggi israeliani, Trump si trova con Putin davanti ad una situazione estremamente più complessa, critica e pericolosa.
Rispetto al terribile Netanyahu e ai macellai di Hamas, il Presidente russo é a dir poco diabolico.



