by Gianfranco D’Anna
L’annuncio di Trump squarcia ulteriormente una mattinata di guerra: “Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro é stato catturato e trasferito fuori dal Paese. L’operazione è stata realizzata in coordinamento con le forze di polizia statunitensi” .

Probabilmente trasportato in elicottero a bordo di una delle navi della flotta americana al largo del Venezuela, Maduro catturato assieme alla moglie, potrebbe essere trasferito in giornata negli Stati Uniti.
E’ stata ”davvero un’operazione brillante” quella che gli Stati Uniti hanno condotto in Venezuela , ha dichiarato il Presidente Trump in una breve intervista telefonica al New York Times.
”C’è stata un’ottima pianificazione, hanno partecipato un gran numero di soldati eccellenti, davvero eccellenti, e persone di grande valore”, ha aggiunto Trump.
Dopo mesi di tensioni e di bombardamenti di imbarcazioni dei narcos , l’epilogo della cattura del presidente venezuelano intende evidenziare come l’obiettivo ufficiale fosse quello di bloccare il narcotraffico.
Dietro le quinte dell’attacco bellico a vasto raggio dell’aviazione e delle forze speciali degli Stati Uniti conto basi militari e palazzi istituzionali ed i vertici del del Venezuela vi sono da parte del Presidente Donald Trump anche evidenti intenti mediatici ed interessi economici.
Mediaticamente l’assalto al Venezuela distoglie immediatamente l’attenzione dell’opinione pubblica e dei consumatori americani dall’aumento dei prezzi e dall’inflazione e soprattutto dallo stillicidio del sempre più inconfessabile coinvolgimento del tycoon nel turpe giro del pedofilo Epstein.
Il Presidente dittatore Nicolas Maduro é tutt’altro che uno stinco di santo, ma gli epicentri del colossale traffico di cocaina che invade gli Stati Uniti e l’Europa non sono in Venezuela ma in Colombia e Bolivia.
Catturare Maduro e bombardare Caracas e le basi militari venezuelane non impedisce affatto ai narcos di avvelenare il mondo con la cocaina e di inquinare l’economia occidentale col riciclaggio annuo di trilioni di narcodollari.
Bombe e raid a vasto raggio andrebbero indirizzati più efficacemente sulle piantagioni di coca della Colombia e della Bolivia per interrompere il ciclo produttivo dei narcos.


