Nell’estremo tentativo di evitare la doppia sconfitta alla Camera e al Senato nelle elezioni di midterm del 3 novembre, con una clamorosa marcia indietro Donald Trump sconfessa se stesso e raggiunge un accordo con Putin per ottenere diesel dalla Russia e abbassare i prezzi dei carburanti negli Stati Uniti.
Immediate le critiche e gli attacchi dei media americani per quella che, nel migliore dei casi, viene definita una sorprendente inversione di rotta rispetto ad anni di pressione statunitense su Mosca per la guerra scatenata contro l’Ucraina ed un maldestro tentativo di voto di scambio per assicurare carburante a prezzi ribassati alla vigilia delle elezioni.
Rendering del patto del diesel fra Putin e Trump
“L’annuncio scioccante di Trump – scrive l’Associated Press – arriva dopo che il mese scorso ha firmato una legge di ampia portata sulle sanzioni contro la Russia, volta a limitare le entrate russe derivanti dal petrolio e dal gas. Entrate che alimentano la guerra contro l’Ucraina.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’accordo “una decisione debole da parte di un partner forte che fa il gioco di Putin, consentendogli di uccidere di più, di condurre una guerra più a lungo, di avere ancora meno rispetto per l’America e di infliggere perdite e danni ancora maggiori al mondo”
Volodymyr Zelensky
Incalzato dai sondaggi che indicano all’unisono una netta sconfitta per i repubblicani e una affermazione dei candidati democratici, Trump ha già annunciato in campagna elettorale che la “Russia fornirà immediatamente milioni di tonnellate di gasolio. Prezzi più bassi per gli americani, soprattutto per i nostri grandi agricoltori, allevatori e camionisti, sono la mia massima priorità”.
I leader democratici denunciano che la decisione equivale a “svendere l’Ucraina e i nostri alleati nel disperato tentativo di salvare le prospettive politiche di Trump”, sottolineano che é stata invece la guerra di Trump all’ Iran a far salire vertiginosamente i prezzi dei carburanti. Ma fino che non arriva il diesel di Mosca e sebbene i futures del gasolio siano calati dopo la giravolta di Trump, il prezzo medio nazionale di un gallone di gasolio negli Stati Uniti è rimasto elevato a 6,28 dollari, dopo aver raggiunto a fine settembre il record di 6,52 dollari.
Richard Blumenthal
Il senatore democratico Richard Blumenthal, co-firmatario della legge sulle sanzioni contro la Russia, ha affermato che la decisione di Trump “ci rende complici della guerra di Putin contro l’Ucraina”. Nella sua dura dichiarazione, Blumenthal ha ricordato il defunto senatore repubblicano Lindsey Graham, alleato di Trump e falco anti-Russia, a cui è intitolata la legge. “Questo accordo con un dittatore assassino è una macchia sul carattere della nostra nazione, un insulto alla memoria di Graham e contraria all’intento della legge bipartisan del Congresso sulle sanzioni”, ha affermato.
Michael Lynch
Per Michael Lynch dell’Energy Policy Research Foundation, un istituto di ricerca apartitico focalizzato su energia ed economia, la decisione di Trump comporta un “grande vantaggio d’immagine per Putin, ma é come spostare le sedie a sdraio sul Titanic, perché se otteniamo diesel dalla Russia, significa fondamentalmente che il mercato interno e i loro clienti attuali non lo otterranno più e dovranno rivolgersi altrove, e questo manterrà il prezzo sostanzialmente dove si trova ora”.
Un tempo grande esportatore di diesel, la Russia ne ha vietato le esportazioni da luglio, perché a causa dei ripetuti attacchi dell’Ucraina alle raffinerie di petrolio, la produzione é diminuita di circa il 30%.
Ma ora, per mantenere fede all’accordo con gli Stati Uniti, Putin dovrà sottrarre una notevole quota di carburante destinata ai concittadini e alle esportazioni in India e Cina.