Più di ogni altra definizione per Andrea Purgatori, scomparso improvvisamente a 70anni, si attaglia perfettamente la frase di Gandhi che affermava di credere “nell’uguaglianza per tutti, eccetto per i reporter e i fotografi.” Si, perché Purgatori non era un giornalista comune, ma un autentico fuoriclasse della professione, un sacerdote della verità.

Intransigente nella verifica dei fatti e nelle ricostruzioni degli avvenimenti, Purgatori ha lavorato per una vita come inviato speciale al Corriere della Sera dove si è occupato di terrorismo, intelligence, criminalità, e si é dedicato tra l’altro con scrupolosa tenacia alla strage di Ustica del 1980.
Ha scritto anche per l’Unità, Vanity Fair, The Huffington Post e Le Monde diplomatique, firmando inchieste e reportage su casi scottanti del terrorismo internazionale e italiano negli “anni di piombo” e sullo stragismo, in particolare sul caso Moro.
Ha raccontato numerosi delitti di mafia dal 1982, fino alla cattura di Totò Riina ed è stato inviato di guerra seguendo molti conflitti, come la guerra in Libano del 1982, la guerra tra Iran e Iraq degli anni ottanta, la guerra del Golfo del 1991, l’Intifada e le rivolte in Tunisia e Algeria.
Autore di trasmissioni televisive, ha condotto con successo fino ai giorni scorsi su La7, con impareggiabile maestria e competenza, il dossier televisivo d’approfondimento Atlantide.
Docente di sceneggiatura, tra i suoi ultimi lavori la partecipazione su Netflix al docu Vatican Girl sul caso di Emanuela Orlandi.
“Una mente brillante” sottolineano i familiari distrutti dal dolore, che ricordano oltre alla trasmissione di La 7 , Atlantide della quale era autore e conduttore e per la quale per il quale nel 2019 ricevette il Premio Flaiano, anche la sua firma come autore e sceneggiatore di tanti film e fiction televisive tra cui Il Muro di Gomma, Fortapasc e Il Giudice Ragazzino.
Al giornalismo italiano e al Paese Andrea Purgatori lascia una preziosa eredità professionale e culturale: la passione per il giornalismo come impegno civile e l’intransigenza nella ricerca della verità.

